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Ancora sul Teatro |
| Dopo l’incontro del 4 novembre scorso al piano
interrato del Teatro comunale, tra il professor Giovanni Fuzio, responsabile
del progetto di recupero, e una folta e qualificata rappresentanza
del Comitato cittadino per il Teatro (incontro del quale si è
dato conto nel numero precedente del giornale), si è ritenuto
opportuno esaminare, appunto in sede di Comitato, i risultati... conseguiti.
Sulle due “questioni preliminari” (buca per l’orchestra
e schermo cinematografico mobile), si è preso atto dell’impegno
del progettista a verificare la possibilità di integrare il
progetto generale nel senso proposto. Non è sfuggito tuttavia
di cogliere nell’intervento del professor Fuzio qualche perplessità
sulla fattibilità delle due proposte, perplessità e
dubbi che non si sono dileguati, neanche alle dichiarazioni rese dallo
stesso progettista nel corso dell’intervista concessa all’emittente
televisiva Telemajg. E ciò ha indotto il Comitato ad approfondire
ulteriormente il problema e a formulare, rispetto alla buca, una proposta
subordinata “minimale”, ma al tempo stesso rilevante perché
il “nostro” potesse configurarsi anche – per dirla
con qualche pomposità – come teatro d’opera. Si
è pensato molto semplicemente alla organizzazione di una sorta
di palcoscenico modulare, a schema flessibile, che riservasse –
in caso di spettacoli richiedenti la presenza di una formazione orchestrale
– uno spazio adeguato a tale esigenza, senza incidere naturalmente
sulle condizioni di visibilità degli spettatori di prima fila
della platea e di ultima fila della “galleria”. |
Pietro Colaninno
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