Volontariato Vincenziano
Settant’anni… ma non li dimostra


Ha compiuto settant’anni il Volontariato Vincenziano di Acquaviva e abbiamo voluto festeggiarlo come si fa per una signora anziana ma che conserva intatto il fascino della giovinezza nell’entusiasmo, nella vivacità e nell’operosità costante e generosa. Correva l’anno 1934 quando nel pomeriggio del 15 novembre sua Eccellenza Mons. Dell’Aquila, vescovo di Acquaviva, invitava nel Palazzo Vescovile un gruppo di signore appartenenti alle cosiddette famiglie civili dell’epoca per parlar loro della Carità come la virtù che più avvicina l’uomo a Dio e del Santo che la impersona e cioè di San Vincenzo De Paoli.
Raccontando l’episodio che nel 1600 aveva ispirato il Santo francese ad istituire la prima Compagnia delle Dame di Carità, invitava le nobildonne ad istituirne una anche in Acquaviva. Aderirono 50 signore e da allora, malgrado il mutare delle mode e dei costumi, malgrado le difficoltà sempre in agguato e le rinunce che essa impone, l’associazione vive ed opera ancora oggi, instancabilmente, nell’ambito del disagio sociale.
Fra tanta odierna frenesia del vivere, smania di benessere e ricerca del successo e del piacere, questo gruppo di volontarie, modesto ma deciso e generoso, si muove in un campo generalmente e psicologicamente rimosso dalla maggior parte degli altri, intervenendo lì dove si nasconde l’indigenza, dove alligna il degrado materiale e morale, barbica l’ignoranza e il disorientamento. Tutto questo lo fa oltre che autogestendosi, mettendo in atto iniziative forti e tempestive atte a reperire fondi necessari ad un aiuto economico più esteso. Si supplisce così anche alle carenze delle istituzioni che spesso trascurano le fasce deboli e non attuano leggi attente a contrastare situazioni di esclusione sociale. Oggigiorno è diffusa opinione che non si debba fare più assistenzialismo generalizzato, ma una oculata e mirata assistenza, mentre ci si chiede cosa la nostra società attua perché tutti abbiano un lavoro che soddisfi le quotidiane necessità nei riguardi dei singoli e delle famiglie. Il gruppo quindi con metodo pervenutogli dal suo lontano Fondatore: “La visita domiciliare” riesce a cogliere i bisogni urgenti dei poveri (sfratti domiciliari per morosità, tagli all’erogazione della corrente elettrica o del gas, mancanza di alimenti, impossibilità a comprare le medicine) e a intervenire tempestivamente con aiuti economici immediati lì dove non può essere sufficiente quel sentimento di comprensione, di conforto, di solidarietà di cui le volontarie vincenziane sono dispensatrici. Per commemorare questi settant’anni di intensa attività, il Gruppo ha voluto organizzare un incontro pubblico su: “Settant’anni di impegno vincenziano e di testimonianza profetica” che ha avuto luogo il 18 novembre scorso nella Sala Conferenze cittadina con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. Al convegno, apertosi con i graditi saluti del Sindaco, dott. Franco Pistilli, e di don Peppino Pietroforte in rappresentanza del Vescovo, si sono succeduti gli ottimi e significativi interventi della Presidente regionale Lucia Tedesco, del Padre missionario vincenziano Don Biagio Falco e della Presidente locale Pia Labarile Viggiano. Tra i presenti in sala oltre alle socie e simpatizzanti del gruppo locale, al loro assistente spirituale Don Giovanni Giorgio, anche le numerose socie dei gruppi provinciali, amici e rappresentanti delle realtà associative acquavivesi, nonché la presenza di Telemajg. Un intervallo musicale che ha visto impegnati il prof. Francesco Nardulli al pianoforte, la soprano Lia Carone ed il giovane Casucci in un testo recitato, ed un conclusivo e oltremodo gradevole buffet allestito dalla ditta Villa dei Fiori e dalle stesse volontarie vincenziane, hanno reso la serata piacevole, ma soprattutto improntata a sincero spirito di aggregazione e disponibilità reciproca. Nostro chiaro intendimento è comunque quello di continuare in questa avventura spirituale e morale, coinvolgendo anche altri, poiché siamo convinte come ha affermato del resto Papa Giovanni Paolo II in un suo recente discorso che “In un’era come la nostra dominata dalla brama dell’avere e del possedere per consumare, i volontari compiono una scelta squisitamente cristiana e cioè il primato del donare sul primato del denaro”.

Rosa Quatraro