Si è chiuso con qualche mese di ritardo il primo
triennio di attività della Consulta comunale della Cultura.
Nell’incontro del 6 ottobre scorso è stato tracciato
un bilancio di questi primi anni di vita della Consulta, partendo
dalla deliberazione del Commissario straordinario n. 40 del 19/03/2001,
con cui è stato approvato l’atto costitutivo della “Consulta
della Cultura e per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei
beni culturali, del patrimonio storico-culturale e di quello ambientale”.
Ho riportato integralmente la denominazione della Consulta –
composta dai rappresentanti delle associazioni culturali della città
e di due rappresentanti del Consiglio comunale (il dottor Chiarulli
per la Maggioranza e il dottor Busto per la Minoranza) – per
mettere in evidenza l’ampiezza e la delicatezza dei compiti,
sebbene di carattere consultivo, che la deliberazione del 2001 assegna
all’organismo costituito per la prima volta nel nostro Comune.
Non è il caso di nascondere le difficoltà di vario genere
incontrate nella fase di avvio delle attività, difficoltà
che vanno dalla ricognizione dei temi da affrontare alla individuazione
del ruolo della Consulta, dai rapporti con i rappresentanti dell’Amministrazione
comunale (nel tempo, il Sindaco, anche nella veste di Assessore alla
cultura, membri della Giunta e da alti funzionari comunali), a quelli
delle relazioni anche interpersonali tra gli stessi membri della Consulta.
E tuttavia, nel contesto appena delineato – senza “annoiare”
i lettori de «la Piazza» (pure informati in questi anni
di alcune iniziative della Consulta) con una relazione puntigliosa
delle attività, come attestato in oltre venti corposi verbali
di riunione, e delle energie messe in campo (e di alcuni risultati
raggiunti) – intendo in questa sede rilanciare tre cose che
stanno particolarmente a cuore (e non solo a me), di cui la Consulta
si è occupata. La prima si riferisce alla sistemazione della
zona archeologica di piazza dei Martiri 1799, interessante la torre
ottagonale, con la realizzazione di una sorta di anfiteatro, praticamente
una scalinata che dal lato Est della torre, attraverso una lieve pendenza,
permetta di raggiungere la quota di calpestio dell’antico fossato,
copertura trasparente del vano circolare e delle scale di accesso
all’interno della torre, installazione di panche e di pannelli
illustrativi (purtroppo la zona antistante la facciata ovest di Palazzo
De Mari, che ha rivelato l’esistenza di un antichissimo muro
a scarpa, è stata, con troppa fretta, “provvisoriamente”,
sul piano formale, si dice, ricoperta). La seconda non può
che riguardare il Teatro comunale nel suo complesso e le due questioni
preliminari, buca per l’orchestra e schermo cinematografico
mobile, per la cui soluzione è stata promossa la costituzione
di un più rappresentativo comitato cittadino, sulle cui iniziative
il giornale che ospita questo mio intervento fornisce una sistematica
e adeguata informazione.
La terza questione, di cui la Consulta si è occupata nelle
riunioni del 19 e 25 ottobre 2004, è quella relativa all’esame
della bozza del nuovo Statuto comunale. Dati i tempi stretti disponibili,
pur non essendo stato possibile, sia da parte delle singole associazioni
che da parte della stessa Consulta, procedere ad un’analisi
completa e approfondita del documento, come era giusto sviluppare
sui temi di grande rilevanza considerati nello Statuto, ci si è
limitati per così dire ad affrontare in modo accurato, tenendo
conto dei punti di vista espressi dai delegati delle associazioni
rappresentate in Consulta, solo pochi temi più direttamente
collegati agli “interessi” della Consulta, e fra questi,
in particolare, quelli riguardanti il numero, i compiti e le aree
di intervento delle consulte permanenti e non solo, ponendo l’accento
sulla natura del ruolo delle stesse consulte, che, se pure consultivo,
non può non assumere, nei tempi e nei modi di interlocuzione
da prevedere, la connotazione della obbligatorietà (invero
la mancanza di un “vincolo” del genere rischia di rendere
in qualche modo precaria e infruttuosa l’attività dell’organismo,
come si è constatato nel triennio appena trascorso). Un altro
tema affrontato è stato poi quello “nobile” della
istituzione del difensore civico, con suggerimenti ragionati volti
a scongiurare l’insorgere di eventuali “conflitti di interessi”.
Mi auguro che le “proposte” della Consulta, formalizzate
in un articolato verbale di riunione, possano costituire un contributo
di rilievo alla discussione che seguirà sull’argomento
in consiglio comunale, al quale è riservata poi la responsabilità
di decidere su un argomento, quello del nuovo Statuto, della massima
importanza per la crescita democratica di tutta la comunità
cittadina. Intanto, un primo segnale positivo giunge dal buon esito
di un breve esame preliminare svolto sulle “nostre” proposte
in sede di prima commissione comunale, presieduta dal consigliere
Marco Ippolito. Con l’occasione ringrazio i rappresentanti dell’Amministrazione
comunale e in primo luogo il Sindaco, i componenti della Consulta,
nonché il personale amministrativo della Biblioteca comunale.
Formulo auguri molto affettuosi al nuovo presidente, il dottor Pietro
Colaninno, eletto alla unanimità nella riunione del 18/12/2004,
già vicepresidente in questi tre anni faticosi e impegnativi
che qualche volta mi hanno procurato non poche soddisfazioni.