Relazione finale del presidente uscente Martino Tondino
Consulta della Cultura: un bilancio tra luci e ombre
Nella seduta del dicembre scorso Pietro Colaninno nominato alla unanimità nuovo presidente


Si è chiuso con qualche mese di ritardo il primo triennio di attività della Consulta comunale della Cultura. Nell’incontro del 6 ottobre scorso è stato tracciato un bilancio di questi primi anni di vita della Consulta, partendo dalla deliberazione del Commissario straordinario n. 40 del 19/03/2001, con cui è stato approvato l’atto costitutivo della “Consulta della Cultura e per il recupero, la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, del patrimonio storico-culturale e di quello ambientale”. Ho riportato integralmente la denominazione della Consulta – composta dai rappresentanti delle associazioni culturali della città e di due rappresentanti del Consiglio comunale (il dottor Chiarulli per la Maggioranza e il dottor Busto per la Minoranza) – per mettere in evidenza l’ampiezza e la delicatezza dei compiti, sebbene di carattere consultivo, che la deliberazione del 2001 assegna all’organismo costituito per la prima volta nel nostro Comune.
Non è il caso di nascondere le difficoltà di vario genere incontrate nella fase di avvio delle attività, difficoltà che vanno dalla ricognizione dei temi da affrontare alla individuazione del ruolo della Consulta, dai rapporti con i rappresentanti dell’Amministrazione comunale (nel tempo, il Sindaco, anche nella veste di Assessore alla cultura, membri della Giunta e da alti funzionari comunali), a quelli delle relazioni anche interpersonali tra gli stessi membri della Consulta.
E tuttavia, nel contesto appena delineato – senza “annoiare” i lettori de «la Piazza» (pure informati in questi anni di alcune iniziative della Consulta) con una relazione puntigliosa delle attività, come attestato in oltre venti corposi verbali di riunione, e delle energie messe in campo (e di alcuni risultati raggiunti) – intendo in questa sede rilanciare tre cose che stanno particolarmente a cuore (e non solo a me), di cui la Consulta si è occupata. La prima si riferisce alla sistemazione della zona archeologica di piazza dei Martiri 1799, interessante la torre ottagonale, con la realizzazione di una sorta di anfiteatro, praticamente una scalinata che dal lato Est della torre, attraverso una lieve pendenza, permetta di raggiungere la quota di calpestio dell’antico fossato, copertura trasparente del vano circolare e delle scale di accesso all’interno della torre, installazione di panche e di pannelli illustrativi (purtroppo la zona antistante la facciata ovest di Palazzo De Mari, che ha rivelato l’esistenza di un antichissimo muro a scarpa, è stata, con troppa fretta, “provvisoriamente”, sul piano formale, si dice, ricoperta). La seconda non può che riguardare il Teatro comunale nel suo complesso e le due questioni preliminari, buca per l’orchestra e schermo cinematografico mobile, per la cui soluzione è stata promossa la costituzione di un più rappresentativo comitato cittadino, sulle cui iniziative il giornale che ospita questo mio intervento fornisce una sistematica e adeguata informazione.
La terza questione, di cui la Consulta si è occupata nelle riunioni del 19 e 25 ottobre 2004, è quella relativa all’esame della bozza del nuovo Statuto comunale. Dati i tempi stretti disponibili, pur non essendo stato possibile, sia da parte delle singole associazioni che da parte della stessa Consulta, procedere ad un’analisi completa e approfondita del documento, come era giusto sviluppare sui temi di grande rilevanza considerati nello Statuto, ci si è limitati per così dire ad affrontare in modo accurato, tenendo conto dei punti di vista espressi dai delegati delle associazioni rappresentate in Consulta, solo pochi temi più direttamente collegati agli “interessi” della Consulta, e fra questi, in particolare, quelli riguardanti il numero, i compiti e le aree di intervento delle consulte permanenti e non solo, ponendo l’accento sulla natura del ruolo delle stesse consulte, che, se pure consultivo, non può non assumere, nei tempi e nei modi di interlocuzione da prevedere, la connotazione della obbligatorietà (invero la mancanza di un “vincolo” del genere rischia di rendere in qualche modo precaria e infruttuosa l’attività dell’organismo, come si è constatato nel triennio appena trascorso). Un altro tema affrontato è stato poi quello “nobile” della istituzione del difensore civico, con suggerimenti ragionati volti a scongiurare l’insorgere di eventuali “conflitti di interessi”. Mi auguro che le “proposte” della Consulta, formalizzate in un articolato verbale di riunione, possano costituire un contributo di rilievo alla discussione che seguirà sull’argomento in consiglio comunale, al quale è riservata poi la responsabilità di decidere su un argomento, quello del nuovo Statuto, della massima importanza per la crescita democratica di tutta la comunità cittadina. Intanto, un primo segnale positivo giunge dal buon esito di un breve esame preliminare svolto sulle “nostre” proposte in sede di prima commissione comunale, presieduta dal consigliere Marco Ippolito. Con l’occasione ringrazio i rappresentanti dell’Amministrazione comunale e in primo luogo il Sindaco, i componenti della Consulta, nonché il personale amministrativo della Biblioteca comunale. Formulo auguri molto affettuosi al nuovo presidente, il dottor Pietro Colaninno, eletto alla unanimità nella riunione del 18/12/2004, già vicepresidente in questi tre anni faticosi e impegnativi che qualche volta mi hanno procurato non poche soddisfazioni.

Martino Tondino