
“… Non è una scuola rigida, fredda,
dove si respira distacco e burocrazia, ma una scuola viva, dove palpita
un cuore, dove si lavora insieme all’unisono…”
In questa scuola, nella San Filippo Neri, Antonia Divella è
giunta giovane sposa con un pargolo di tre mesi tra le braccia 25
anni fa, nel ruolo di “direttrice”. Una scuola un po’
diversa: aule fatiscenti, solai in fase di cedimento, bagni “alla
turca”, radiatori “zampillanti”, una caldaia sempre
“in tilt” e tanti, tanti alunni da dover ricorrere ai
doppi turni nei lunghi e bui pomeriggi invernali, in aule malamente
illuminate.
Niente fondi per sostituire i vetri rotti o comprare il gesso…
Inizia così una “lotta per la sopravvivenza” che
Antonia Divella conduce con intelligenza, determinazione, coraggio
e passione, senza lasciare nulla di intentato pur di restituire “dignità”
e “vivibilità” alla sua scuola. La sua combattività
le crea inimicizie ma non cede al compromesso, pone la sicurezza dei
bambini al primo posto e, se necessario, relaziona doviziosamente
gli accadimenti, ponendo i politici di turno al cospetto delle proprie
responsabilità, divenendo talvolta “scomoda”.
“Una donna che non ama la mediocrità”, ci racconta
Anna Romano, “leale, onesta, aperta alle proposte e al dialogo,
pronta a sostenerci e spronarci in attività all’avanguardia,
nella sperimentazione…”. Nella San Filippo Neri fioriscono
iniziative: recital nel castello, mostre alla Pro Loco, classi aperte
per sostenere alunni svantaggiati, l’insegnamento dell’inglese
in tempi antesignani… Il “team” sperimentato prima
di divenire legge non genera disagi, così la tanto contestata
Riforma prima “compresa”, poi “spiegata” ed
infine “attuata” con l’intelligente elasticità
che scaturisce dalla conoscenza dettagliata delle procedure. Donna
schietta, piena di entusiasmo, fiduciosa nelle collaborazioni, non
esita a coinvolgere famiglie e istituzioni, a rapportarsi costruttivamente
con tutti. “Ci accorgiamo ogni giorno che abbiamo bisogno degli
altri e gli altri hanno bisogno di noi…”. Così
poi esorta le sue insegnanti: “Gareggiate fra di voi per avvantaggiare
gli alunni, affinché le famiglie possano scegliervi tutte,
non solo alcune!”
Alle ferite inferte, alle mediocri bassezze risponde con impulsività
genuina, gelide saette nello sguardo, nuvole tempestose, voce tonante,
ma poi torna subito il sereno, non adombrato da alcun rancore…
forse solo il rammarico di una valutazione errata, di una fiducia
non ben riposta... senza guardarsi indietro già si proietta
nel futuro, verso nuovi traguardi, nuove mete da conquistare. Così
una scuola materna “itinerante” che “ha visitato
tutti i palazzi di Gioia” ora ha sedi confortevoli, refettori,
persino giardini e ringhiere colorate.
Precorrendo i tempi lancia un forte segnale di pace con l’incontro
tra le Religioni, con l’Intercultura la San Filippo Neri diviene
scuola d’eccellenza e approda alla RAI, con Comenius viaggia
in Europa.
Nella festa organizzata per i suoi “25 anni”, la presenza
di numerose insegnanti in pensione, le tante attestazioni di stima,
l’emozione e l’entusiasmo sfociati in canti intonati,
il calore e l’affetto di tutti i convenuti, le danno ragione:
ci sono traguardi che non si raggiungono con “l’autoritarismo”
o seguendo pedissequamente la burocrazia ma con il dialogo, motivando
e gratificando la propria squadra “docente e non”, progettando
con competente, lungimirante creatività, chiedendo molto e
dando ancora di più per “crescere insieme”.