Ricordi inediti di Orazio Svelto
39“Andate dove vi portano le vostre capacità
e le vostre aspirazioni…sentitevi cittadini d’Europa e
del mondo!”
Così il prof. Orazio Svelto esorta i giovani in occasione del
conferimento della cittadinanza onoraria accordata dal Consiglio Comunale
nell’insolita cornice del Teatro Rossini. Decisamente “autobiografica”
la conferenza “Dalle scoperte scientifiche ai riconoscimenti
internazionali” contestualmente organizzata dal Rotary International
Club di Acquaviva e Gioia, di cui il professore è divenuto
socio onorario. Sul palco accanto al festeggiato, il governatore Beppe
Volpe, il presidente Vincenzo Benagiano, il sindaco Vito Mastrovito
ed Emilio Gatti, suo professore universitario e “maestro di
vita e di scienze” che con calore e affetto ne ha tracciato
un breve profilo, conquistando i presenti.
Orazio nasce a Maglie, dove la sua famiglia si è trasferita
per lavoro, il 21 febbraio del 1936. All’età di tre anni
torna a Gioia, la sua infanzia scorre serena: ha un fratello più
grande, Vito, due sorelle, Angela e Maria e tanti amici: Franco Girardi
con cui dividerà il banco dalla prima elementare all’ultimo
anno del liceo, Filippo Linzalone, Nino Antonicelli e altri. Con loro
giocherà a carte, a calcio nel ruolo di mezzala destra nei
campetti sulla via per Santeramo e vicino alla chiesetta della Madonna
della Croce, inseguendo il pallone con impavida determinazione. Con
pari tenacia diventa capitano di pallavolo nei tornei d’Istituto
del Liceo P.V. Marone e corre agonisticamente i 100 metri, conseguendo
ottimi risultati grazie anche all’allenamento costante nell’inseguire
Nino dopo uno dei suoi scherzi, dallo “schiaffo con scarpa”
alla fuga “con panino e frittata”. Tra gli sport preferiti:
pesca subacquea, surf, sci e tennis. Sin da ragazzino risolve i problemi
matematici seduto “in canna” sulla bicicletta di papà
Cesare, inventando formule ad uso e consumo di “notabili”
dell’epoca, dilettandosi nel risolvere quesiti su riviste scientifiche
e naturalmente “aiutando” i compagni di scuola, se necessario.
I dieci in matematica e fisica conquistati durante gli esami di maturità
al vaglio di un severo professore di Bari, confermano la spiccata
attitudine scientifica dello studente. Spesso lo si vede acquistare
testi di matematica del Liceo Scientifico nei mercatini di libri usati
per, “misurarsi da autodidatta nella soluzione di problemi più
complessi”, aiutato solo dalla ferrea volontà e dalla
passione per le “scienze esatte”. “Pretendere il
massimo da se stessi e per se stessi, si ha una sola vita, occorre
lavorare, applicarsi, non sentirsi mai soddisfatti, proiettarsi nel
futuro…”. In queste parole è racchiusa l’indomita
“vis” di un diciottenne (era “anticipatario”
a scuola) che vuole conquistare la borsa di studio per frequentare
la facoltà di Ingegneria Nucleare presso il Politecnico di
Milano senza pesare sulla famiglia, peraltro monoreddito. Studia per
tutta l’estate accanto al “tendone”, rientra tra
i venti ammessi, poi tra i cinque che superano “lo scritto”
ed infine, tartassato per un’ora e mezza in fisica, risulta
“il più bravo” anche nella prova orale. Al ritorno
a casa il papà “meritocratico ma pessimista” pensa
non ce l’abbia fatta, invece ecco pronta la valigia, “..…Guai
a bagnarla, si rischiava di rimanere col manico tra le mani”
e i pacchi “da emigrante” legati con lo spago. Seguono
anni di sacrificio e impegno, grazie all’alta media dei voti
conserva la borsa di studio per tutta la durata degli studi, dopo
il biennio si iscrive a Ingegneria Nucleare a numero chiuso, al quinto
anno la decisione di dedicarsi ad impianti più piccoli, quindi
la tesi sul “Maser” parente stretto del più famoso
Laser scoperto in America. Un’intuizione che segnerà
il corso della sua vita. Ancora una borsa di studio vinta in Astrofisica
e convertita argutamente in un progetto sul Laser, lo porterà
nuovamente ad emigrare, questa volta in America, presso la Stanford
University. Un periodo definito “eroico”, tanto entusiasmo,
un ambiente stimolante, si lavora a qualunque ora con strumenti all’avanguardia
insieme a circa cento scienziati provenienti da tutto il mondo, tra
cui tredici “futuri Premi Nobel”. Un periodo felice! Nei
fine settimana californiani incontra una fanciulla diciottenne dagli
splendidi occhi verdi, giunge anche un’ottima proposta: diventare
professore associato della Stanford University. Una tentazione irresistibile
ma non quanto l’amore per la sua terra. Orazio decide di ritornare
in Italia, ritrova la famiglia, gli amici ma anche una realtà
molto diversa. Nel 1963 intorno al Laser ancora tanto scetticismo,
per molti è “una brillante soluzione in cerca di un problema”.
Il professor Emilio Gatti con un progetto finanziato costituisce presso
il Politecnico di Milano un gruppo di ricerca nel campo dei Laser
e ne affida la direzione a Orazio. Cinque anni dopo i primi riconoscimenti:
unico rappresentante italiano del Comitato Scientifico “International
Quantum Electronics Conference”, poi ricercatore del CNR “scalerà
tutti i gradini della carriera…”. Scopre il Laser a rubino,
il Laser ad anello e degli specchi, ne studia la “coerenza”,
invenzioni purtroppo solo “partorite” in Italia ma applicate
in tecnologie estere. Tra una scoperta e l’altra Orazio scopre
l’amore e sposa una gioiese, Rosanna Nico, docente di educazione
fisica, nascono due figli: Cesare tanto affine al papà da percorrere
gli stessi studi anche se a Pavia, oggi professore associato e padre
di due bimbi, e suo fratello laureato in Economia alla Bocconi che
opera in Finanza presso un’importante multinazionale a Londra,
applicando una matematica che richiede “alte capacità
di rischio” con talvolta l’intervento della casualità,
non particolarmente amata dal professor Orazio Svelto. Le invenzioni
si susseguono: nel 1969 i Pico-secondi, negli anni novanta i Femto-secondi
(un milionesimo di miliardesimo di secondo) e oggi gli Atto-secondi
apriranno nuovi orizzonti, intuizioni geniali di processi esistenti
in natura e finalmente svelati, applicati non solo nel settore medico
ma anche nelle comunicazioni ottiche e nella criptografia quantistica
(trasmissione di messaggi assolutamente non intercettabili). I riconoscimenti
internazionali si susseguono: ben 500 citazioni dedicate al “Principe
del Laser”, la convocazione a Stoccolma quale esperto per esaminare
le candidature al premio Nobel nel settore, l’ingresso nelle
prestigiose Accademie dei Quaranta e dei Lincei. “Di problemi
ne ho avuti tanti e di errori ne ho fatti tanti, è importante
affrontare positivamente i problemi e scusarsi per gli errori. Spero
che il futuro mi possa riservare la gioia di qualche nuova idea!”
In queste parole l’essenza dello scienziato mai pago, sempre
alla ricerca, anche nel dormiveglia “quando si attivano le onde
Beta”, di idee che, se applicate per innovare prodotti e tecnologie
nelle nostre industrie, potrebbero mutarne le sorti economiche in
evidente implosione. “Nella ricerca è racchiuso il futuro,
puntare solo sui servizi costruisce un’economia senza i pilastri
di una produzione di qualità che ci può rendere competitivi
nel mondo. Ma della ricerca si parla poco…”. In Italia
i ricercatori sono solo il 2,7 per mille contro il 15,1 della media
europea, ricevono un terzo dello stipendio dei colleghi d’oltralpe,
penalizzati da un precariato “a vita” e da un futuro incerto,
dettato dai fondi risicati destinati al loro settore. E’ di
questi giorni la proposta di Silvio Garattini, direttore dell’Istituto
“Mario Negri” di detassare i fondi privati stanziati a
istituzioni accademiche no-profit e permettere ai cittadini di versare
l’8 per mille in favore della ricerca. Un’esortazione
ad essere tutti più vicini a queste menti geniali ed eccellenti
affinché, come il nostro Orazio Svelto, possano coltivare “una
fede incrollabile nella scienza e nei valori umani” senza abbandonare
famiglia e amici per poter divulgare e applicare le loro”idee”.
Carriera
e riconoscimenti
Orazio Svelto è attualmente professore ordinario di
Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Direttore dell’Istituto
di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Con oltre 60 comunicazioni su invito a congressi internazionali
e più di 200 lavori pubblicati su prestigiose riviste
internazionali nei settori dei Laser, dell’Elettronica
Quantistica e della Fotonica ha meritatamente conquistato il
titolo di “Principe del Laser”, di cui ha svelato
i segreti: generazione di impulsi di luce laser ad atto-secondi,
femto-secondi, applicazioni dei Laser in medicina e biologia,
generazione di fasci Laser con prestazioni di divergenza al
limite del teorico, invenzione e sviluppo di un nuovo tipo di
Laser a Erbio-Itterbio per comunicazioni ottiche e per fotonica.
E’ autore del libro Principles of Lasers, pubblicato dalla
Plenum Press di New York, tradotto in lingua russa, cinese,
greca, araba e farsi; l’edizione inglese è adottata
come testo per corsi sulle scienze Laser in circa 50 università
di tutto il mondo. E’ stato presidente del comitato scientifico
del IX International Quantum Electronics Conference (Amsterdam,1976),
presidente del comitato scientifico europeo dei due congressi
Conference on Lasers and Electrooptics-CLEO ‘85 e CLEO
‘90 (Baltimora, USA, 1985 e 1990), presidente generale
del congresso CLEO-Europe ‘94 (Amsterdam, 1994) ed è
uno dei fondatori della Quantum Electronis Division della Società
Europea di Fisica. Dal 1980 al 1990 è stato uno dei direttori
della scuola internazionale di Trieste su Lasers, Atomic and
Molecular Spectroscopy. E’ membro del comitato di redazione
delle seguenti riviste internazionali: Applied Optics (Stati
Uniti), Laser Focus (Stati Uniti), Optical and Quantum Electronis
(Inghilterra), Chinese Journal of Lasers (Cina).
Ha ricevuto i seguenti principali premi e riconoscimenti:
- Premio E. Borgia dell’Accademia dei Lincei per l’invenzione
degli specchi a riflettività radialmente variabile (1991).
- Premio Philip Morris per l’invenzione del laser a Erbio-Itterbio
(1992).
- Nomina a grado di Fellow dell’Institute of Electrical
and Electronis Engineers (1992).
- Quantum Electronics Prize dell’European Physical Society
(1998).
- Nomina a grado di Fellow della Optical Society of America
(1999).
- Premio della Società Italiana di Fisica per l’invenzione
della tecnica della fibra cava (1999).
- Premio Italgas per la Ricerca e l’Innovazione Tecnologica
(2000) per il progetto “Nuovi Laser per Comunicazioni
Ottiche”.
Per otto anni consecutivi (1986-1994) è stato il rappresentante
del Ministro dell’Università e Ricerca Scientifica
nel Consiglio Superiore Tecnico delle Poste, delle Telecomunicazioni
e dell’Automazione.
E’ membro eletto delle seguenti Accademie:
- Accademia Nazionale delle Scienze detta dei Quaranta.
- Istituto Lombardo, Accademia di Scienze e Lettere.
- Accademia dei Lincei. |
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