Giornali e giornalisti a Gioia


Un percorso appassionante, un viaggio che ha visto l’autore “inerpicarsi” in non sempre agevoli ricerche tra antichi frammenti di storia giornalistica gioiese, a volte con davvero pochi indizi per ricostruirne una “verosimile” identità. Domenico Notarangelo con la classe e la competenza che contraddistingue il giornalista, letterato e storico d’eccezione, ha ricostruito una storia inedita, intercalando “voci” stralciate dal passato che riecheggiano in un silenzio “secolare”, ad altre di un prolifico, recente presente, in cui “assoli e coralità” imperversano, talvolta sovrapponendosi in una frenetica, vivace pluralità. Mantenere la rotta in questo oceano informativo, conservando saldo il timone nel forte vento della partigianeria o ricorrendo ad intuizioni strategiche e argute in “bonaccia”, non è impresa da poco! Va sottolineato il costante impegno dell’autore nel preservare il difficile equilibrio di una posizione in apparenza oggettivamente privilegiata, in realtà altamente coinvolgente e intrigante, nel ruolo di “osservatore esterno” di schegge di storia locale che riflettono contesti nazionali e internazionali di ben più ampio respiro. Notarangelo, inoltre, non si sottrae alla tentazione di lanciare sottili strali, con garbo, ironia ed elegante sagacia, nel cogliere contraddizioni in attestazioni di libera informazione che celano ideologie spesso avulse e distanti dal libero arbitrio a gran voce proclamato.
Parva Lux, preludio editoriale gioiese di “Giornali e giornalisti a Gioia del Colle”, con un’unica malridotta edizione del 1882 diretta da Vincenzo Iacobellis, traccia il primo passo. Segue l’Unione (1914) organo di stampa liberale redatto da Giovanni Sciscio con testimonianze di pregio quali l’editoriale di Giovanni Carano Donvito. Lo stesso redattore nel 1928 sarà responsabile de La Milizia del Bene, mensile con finalità sociali che si propone di “…stimolare i benefattori della città”. Con Strapaese (1930) Fortunato Matarrese, Antonio Fasano, Vincenzo Angelillo ed altre prestigiose firme dispensano cultura, commento e critica letteraria. Gioia “Vincere e Vinceremo” (1941) non lascia adito ad incertezze: è alla ricerca di un “consenso intorno alle scelte bellicistiche” che tanto duramente segneranno l’Italia. Seguiranno negli anni ’60 Stracittà e Nuovo Strapaese, diretti da Gianni Mastrangelo di collocazione politica ed ideologica ispirata al Neofascismo. Quest’ultimo ospita articoli storico-culturali di Armando Celiberti ed Antonio Lozito (indimenticabile il suo profilo biografico di Don Vincenzo Angelillo). Il Gioiese (1981), è un mensile apolitico fondato da Marcello Salvemini, che si estinguerà in breve tempo “…Il dialogo che egli (Salvemini) cerca di intessere con i gioiesi non decolla, costringendolo sempre più alle corde dell’isolamento…”. Nel 1982 su Cronache, mensile di informazione su vita amministrativa e politica diretto da Lorenzo Fico, appaiono le firme di Maurizio Angelillo, Maurizio Bianco, Angela Leo. Le vicende di questo ventennio che vedrà protagonisti dello scenario informativo il Giornale di Gioia (1986) di Antonio Murzio, L’Eco di Gioia (1982) di Gianni Mastrangelo; Frammenti (1987), L’Alternativa (1987), La Porta Rossa (1988) di Paolo Covella, Matteo Mazzaraco e Gianni Valletta, Joha (1992) di Filippo Patella, Gioia del Colle in Cronaca (1993) di Domenico Giliberti e Maurizio Angelillo, Echi di Gioia (1994) di Piero Longo, Gioia Viva (1994), Gioia Oggi (1994) di Filippo Donvito, In Comune (1995), La Città… in Comune prima edizione diretta da Paolo Covella (1998) seconda (2000) progettata in nuova veste grafica dal direttore Leonardo D’Erasmo ed ereditata da Annalisa Falcone, La Piazza (2001) di Tonio Deramo ed altri ancora, narreranno eventi di cronaca, amministrazione e politica talvolta con ironia, altre con insipienza, spesso con “verve” polemica, comunque accomunati dal desiderio di fornire un’informazione utile alla crescita della città. Pagine in cui ci ritroviamo spettatori o protagonisti di eventi della nostra storia cittadina, trama e ordito di un vasto panorama editoriale di sicuro stimolo per coloro che vorranno approfondire e scrivere altre pagine di storia gioiese. La penna d’oro di Domenico Notarangelo, il coordinamento di Maria Annunziata Ciardo, l’investimento del C.R.S.E.C. BA/17, capitalizzato ancora una volta in un’opera di eccellente fattura, la collaborazione di tutti coloro che hanno fornito informazioni e materia prima affinché questo libro fosse realizzato, hanno donato alla comunità una preziosa antologia giornalistica, attestazione e lustro di un fermento letterario e partecipativo orgogliosamente gioiese.

Dalila Bellacicco