Gli alberi spontanei delle Murge
La quercia spinosa

Fig.
1: Areale di Quercus coccifera e Quercus calliprinos
Considerazioni tassonomiche ed aspetti morfologici
La quercia spinosa si mostra in due forme, considerate dai vari Autori
due specie distinte: Quercus coccifera e Quercus calliprinos. La prima
specie caratterizza il settore occidentale dell’areale (vedi
paragrafo successivo), mentre Quercus calliprinos la porzione orientale,
dall’Italia in poi. Tuttavia molti Autori non escludono la coesistenza
delle due specie in una stessa area e questo discorso potrebbe essere
valido anche per la Puglia.
La differenza sostanziale tra le due specie è rappresentata
dall’habitus, in quanto Quercus coccifera è un cespuglio
basso, prostrato, mentre Quercus calliprinos presenta forma arborescente,
raggiungendo le dimensioni di un alberello. Non è difficile
incontrare nel barese boscaglie a Quercus calliprinos con altezze
medie di 6-8 m ed anche più. E’ opportuno specificare
che in gran parte dei lavori scientifici relativi alla quercia spinosa
in Puglia, la stessa è indicata come Quercus coccifera, in
realtà si tratta essenzialmente di Quercus calliprinos, che
assume forma arbustiva, semplicemente perché continuamente
interessata da fenomeni di degrado (incendi, tagli abusivi, ecc..).
La quercia spinosa è una specie sempreverde con foglie coriacee,
lunghe sino a 4-5 cm, dal margine pungente, da cui il nome. I frutti
(ghiande) (Foto 1) sono ricoperti per gran parte da cupule dalle squame
patenti.
L’areale di distribuzione della quercia spinosa
La quercia spinosa presenta una distribuzione di tipo circum-mediterraneo
(Figura 1), con areale discontinuo, in cui si individuano due settori
distinti: un settore occidentale (Francia, Spagna, Marocco, Algeria,
Tunisia) in cui è diffusa Quercus coccifera, ed un settore
orientale (Italia, ex-Jugoslavia, Albania, Turchia, Asia Minore) in
cui si osserva Quercus calliprinos.
In Italia la quercia spinosa è presente nelle due isole maggiori
ed in Puglia (barese e leccese); nuclei isolati sono presenti in Basilicata,
nei pressi di Senise e sulla Murgia materana.
Il nucleo barese dell’areale pugliese (Conca di Bari e parte
della Murgia barese), è indubbiamente una delle aree più
importanti di diffusione della quercia spinosa in Italia, sia in termini
di superficie ricoperta, che in termini di valenza ecologica (vedi
paragrafo successivo).
Le macchie e le boscaglie di quercia spinosa del barese
Nella Conca di Bari, area dalla radicata vocazione agricola, in cui
ben poco è rimasto di naturale, la quercia spinosa “approfitta”
delle aree marginali, ed è piuttosto frequente lungo i muretti
a secco, i margini delle strade e nelle porzioni più scoscese
delle sponde delle numerose lame che solcano il territorio in esame.
Interessanti lembi di macchia di quercia spinosa possono osservarsi
in alcuni tratti dei seguenti solchi erosivi:
• torrente Baronale;
• lama La Badessa (ramo del Torrente Picone, proveniente da
Sannicandro, Bitritto);
• lama San Giorgio;
In riferimento a quest’ultima lama, la quercia spinosa è
diffusa nella zona denominata Lamone (Casamassima) e nella Macchia
di Marcello, ubicata a cavallo tra i territori di Casamassima e Sammichele
(Carella et al., 2003).
Ma l’area di maggiore diffusione della quercia spinosa è
indubbiamente la scarpata murgiana dei dintorni di Cassano delle Murge
(Foto 2). In quest’area la quercia spinosa mostra tutta la sua
competitività, ora edificando boscaglie quasi monospecifiche,
ora entrando in interessanti consorzi di sempreverdi-caducifoglie,
in mescolanza a specie quercine del gruppo della roverella (vedi numeri
precedenti).
Interessanti macchie e boscaglie si rinvengono nelle seguenti località:
• scarpata murgiana in località Serre di Laudati,
• scarpata murgiana tra Villa d’Ambrosio ed il Convento
Agostiniani
• scarpata murgiana in zona Circito,
• in località Masseria Fra Diavolo ai margini della Foresta
di Mercadante.
Come già accennato, le formazioni di
quercia spinosa del barese individuano una tipologia vegetazionale
molto particolare ed importante dal punto di vista ecologico, in quanto
esse si distanziano in modo abbastanza netto dalle altre fitocenosi
italiane, che appaiono più termofile. Le boscaglie di quercia
spinosa della Murgia barese presentano invece maggiori affinità
con le popolazioni orientali, dove Quercus calliprinos è capace
di spingersi nell’orizzonte delle caducifoglie, mostrando così
anche un temperamento spiccatamente più mesofilo (Carella R.
et al. 2001).

Foto 1: Particolare di foglie e ghiande di
Quercus calliprinos (Foto Rocco Carella) |

Foto 2: Boscaglia di Quercus calliprinos sulla scarpata murgiana
nei dintorni di Cassano delle Murge (Foto Rocco Carella) |