Abbiamo intervistato Antonio Tursi, ispettore micologo
presso il Centro di Controllo Micologico dell’ASL BR/1, nonchè
membro del Collegio dei Revisori dei Conti della Associazione Micologica
Bresadola di Trento, una delle associazioni più importanti d’Italia
(conta oltre cento gruppi affiliati).
Ci commenta la nuova legge regionale sulla raccolta dei funghi, in particolare
sugli aspetti della tutela della salute pubblica?
Ho una esperienza che parte dal 1996, anno in cui è stato istituito
il Centro di Controllo Micologico. Ho avuto modo di vedere gente, specie
in seguito all’approvazione di normative da parte dalla Regione,
che si reca da noi per avere chiarimenti. Chiarimenti che sono relativi,
perché riteniamo che questa legge non sia fatta in modo del tutto
regolare. La gente si vuole adeguare alla recente legislazione, ma viene
impedita. Ad esempio, il famoso permesso: dove non ci sono le comunità
montane, occorre richiederlo in ciascun Comune e questo crea problemi:
si sconfinerà con facilità in un altro territorio, al
di là del prezzo che è esorbitante.
Occorre formare le persone, far sapere alla gente quali sono i pericoli.
La legge regionale prevede corsi obbligatori di almeno 12 ore, effettuati
dalle ASL e tenuti da micologi (si consegue l’attestato di micologo
dopo aver seguito un corso di almeno 240 ore), ma soltanto per coloro
che devono vendere i funghi. Si escludono i raccoglitori occasionali,
che sono i più soggetti a rischio in questo settore: il “domenicale”,
quella persona che esce 2-3 volte l’anno, va nel bosco, raccoglie
qualsiasi tipo di specie e…Proprio 15 giorni fa nella zona di
Fasano, ci sono stati 4 intossicati da ‘inocybe asterospora’,
un velenoso che provoca sindrome muscarinica. Questa gente lo aveva
confuso con il ‘tricholoma terreum’, (da noi chiamato chiodino,
N.d.A.) un buon commestibile; a distanza di 4 giorni altri 4 ragazzi
hanno commesso lo stesso errore. Voglio ricordare che negli scorsi anni
abbiamo avuto numerose intossicazioni, anche gravi, come quella nel
1998 a Francavilla Fontana, che ha portato una signora alla morte. Perché
non formare queste persone? Ora basta pagare per andare a funghi.
Cosa modifichereste dell’attuale legislazione regionale?
Noi abbiamo già provato a portare alla visione dei nostri legislatori
regionali gli emendamenti da apportare; siamo disponibili ad essere
accettati per un colloquio, per vedere insieme quello che è possibile,
se è possibile correggere. L’essenziale è che ci
sia una volontà da parte loro.
L’ispettore Tursi ci ha poi spiegato quali sono le loro articolate
proposte. Fondamentalmente, anche facendo riferimento a numerose leggi
regionali, si chiede l’obbligo per tutti dell’esame di idoneità,
l’eliminazione della norma che permette solo ai “professionisti”
di ottenere il patentino ed infine la possibilità, con un unico
pagamento, di poter cercare funghi sull’intero territorio regionale.
Il comportamento degli Enti
A poco più di un anno di distanza dall’approvazione
della legge regionale che disciplina la raccolta e la commercializzazione
dei funghi, abbiamo cercato di capire che cosa sia successo e quali
enti si sono effet-tivamente attivati. La cosa che ci è balzata
agli occhi è la scarsa o, peggio, distorta conoscenza della legge.
Le Comunità Montane della murgia barese del sud-est e del nord-ovest,
hanno regolamentato la raccolta, si sono ben attivate organizzando corsi
micologici e guide, ma non si sono preoccupate di snellire le procedure
burocratiche che in alcune situazioni rischiano di diventare vessatorie.
In diversi comuni, come quello di Sammichele, non si è provveduto
a recepire la legge, forse perché ci si è resi conto che
in un territorio come il nostro, con pochi ettari di bosco è
molto esiguo il numero dei potenziali contribuenti e quindi “l’impresa
non vale la spesa”. Per chi voglia approfondire l’argomento,
ma anche per favorire i numerosi appassionati, abbiamo inserito nel
nostro sito internet www.la-piazza.it un dossier funghi che contiene
normative vigenti, tariffe, fac-simile per la richiesta del permesso,
etc.
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