Na m’avè nève!
Dure accuse di Boscia all’Amministrazione Madaro


Dr. Filippo Boscia
Sindaco di Sammichele di Bari

Sammichele ritrova la passione politica. S’infervorano le piazze. Rinasce la voglia di ascoltare. Capire. Sapere. Partecipare. Vediamo cosa accade.
Il 19 dicembre, alle ore 19, l’Aula Civica teneva a battesimo il “Coordinamento delle opposizioni”.
In contemporanea, il Sindaco, Dr. Boscia, dava convegno ai sammichelini in piazza V. Veneto. L’intervento del primo cittadino fu preceduto da quello del Capogruppo della lista “Insieme” in Consiglio Comunale, Prof. Laera.
Secondo Laera, dopo una sconfitta elettorale, “quando viene a mancare il consenso, è giusto mettersi da parte, salvando la dignità personale ed il partito”. Il Prof. Laera intese svelare “una farsa, un’opera buffa, la cui trama è quella delle miserie umane dei protagonisti”. Di quale coordinamento delle opposizioni si tratta? Laera non usa mezzi termini. “Sono affetti dalla sindrome di Stoccolma, per cui il rapito s’innamora del suo rapitore. Sono i finti oppositori di ieri. Devono mantenere la gloria ed il piedistallo di uno e di loro medesimi”. E: “si vede che sono alla frutta”. Il Prof. Laera scopriva le sue carte. Documenti in mano all’esponente D.S. proverebbero come, il 3 dicembre 2003, il Coordinatore Cittadino de “la Margherita” auspicasse “l’unità di tutte le forze del centro-sinistra, senza mai giungere alle estremità”. Si trattava, dunque, di una conventio ad excludendum nei riguardi proprio di P.R.C., oggi alleata de “la Margherita”. Ostracismo, secondo il Capogruppo Laera, ricambiato da Vito Savino. “Tuttavia, bisogna riconoscere che gran merito dell’ideazione e costituzione di ‘Insieme’ spetta proprio al Segretario di P.R.C., anche se oggi lo ritroviamo disinvoltamente dall’altra parte”.
Il 13 aprile 2004, il Segretario S.D.I. scriveva che “occorre liberare la vita amministrativa da un blocco di potere che da anni soffoca ogni legittimo tentativo di sviluppo”.
I Comunisti Italiani, il 14 aprile 2004, evidenziavano: “Sammichele è da anni in una situazione politica bloccata da un notabilato e da faccendieri che sovrintendono ad interessi particolari per organizzare il consenso e garantirsi la propria autoconservazione”.
Dopo l’intervenmto del Prof. Laera, prende la parola il Sindaco Boscia. Egli comunica in modo nuovo, con un linguaggio diretto, immediato. L’uso della saggezza popolare e i termini in vernacolo, abbattono gli steccati che, talvolta, la politica erge dinanzi all’elettore: “Io sono uno di voi”.
Il Dr. Boscia, a fronte dei duri attacchi dell’opposizione, racconta le Sue verità.
Appena insediato, notò un apparecchio per fax esistente nella stanza del Suo predecessore. Consentiva di controllare ogni foglio in arrivo ed in partenza. Fu subito dislocato nella stanza della Segretaria.
Sulla scrivania, un telefono svelava ogni comunicazione interna al Municipio. L’insieme degli uffici era potenzialmente sotto controllo.
Indice di degrado morale, un computer nella stanza degli Assessori sul cui desktop era un collegamento internet ad un sito protetto, pornografico, con cui qualcuno si collegava a spese della comunità.
Su cosa vertevano le prime interrogazioni della minoranza, rivolte al Sindaco? La sostituzione di alcuni alberi secchi, la relativa spesa, la sorte della legna rinveniente dalla rimozione degli alberi. Ancora: quali iniziative sono state intraprese al fine di accertare cause e responsabilità di lavori eseguiti in modo pessimo alla Biblioteca Comunale? Il Sindaco constatava che tali lavori erano stati commissionati ed eseguiti dalla Giunta Madaro.
Ancora: “Perché avevo delegato gli impiegati alla firma? Per velocizzare. Prima era lui a firmare tutto”.
Tra le spese inutili che Boscia attribuisce alla precedente gestione, vi è quella per l’accatastamento degli immobili comunali. Nel 1999, s’indice gara d’appalto. Boscia rivela che la gara fu vinta dall’Ing. Maurogiovanni per i primi 5 - 6 immobili su 12. Pare che gli immobili da accatastare appartengono ad una categoria speciale. La tassa da pagare è nell’ordine di poche centinaia di migliaia di lire ad immobile. Il resto è parcella professionale: “ Per 5-6 immobili, spesero 73 milioni di lire”. Per accatastare i restanti si indisse una nuova gara vinta dal Geom. Mario Deramo. Ma a questo punto, secondo Boscia, “si cambiarono le regole”. Deramo vinse un ricorso al TAR. “Si cambiarono ancora le regole, finchè non lo fecero fuori”.
“Il sipario che chiude il palco della Biblioteca costò 20 milioni”, dice ancora il Sindaco.
Nessuno, forse, sapeva che il camion che raccoglie i rifiuti dai cassonetti è in stato di fermo amministrativo dal febbraio 2003 e che Boscia ha ereditato un terzo sollecito. L’Amministrazione attuale ha contestato tutti gli apparecchi della Pubblica Illuminazione, perché non efficienti. Saranno rimpiazzati con altri a luce diffusa.
E veniamo alla tassa sui rifiuti solidi urbani.
La Giunta Madaro elabora un provvedimento in base al quale vanno esclusi dal pagamento della tassa i vani tecnici. Per legge, ogni modifica del regolamento deve passare al vaglio del Consiglio Comunale e poi inviata al Ministero. Inoltre, quel che la modifica comporta entra in vigore a partire dall’anno seguente l’approvazione.
“Questi esaminano il provvedimento in giunta. Non lo fanno passare in Consiglio. Non lo inviano al Ministero. Fanno partire la modifica non dall’anno seguente ma da 3 anni prima della sua introduzione. Il Cons. Madaro contesta che i bollettini non dovevano essere inviati perché la Ditta ha sbagliato tutto e l’Amministrazione aveva il dovere di controllare”.
Il 26 aprile la GSC, chiede al Comune un attestato. Il 27 aprile, sollecitato da Madaro, l’Uff. Tributi attesta che “la predetta società svolge tale servizio con diligenza, perizia e rispettando le prescrizioni del capitolato, con piena soddisfazione del committente”.
Passiamo alle strade.
“Al nostro arrivo, capimmo che l’intero paese avrebbe avuto nuove strade. Poi, mettendo la quantità prevista di tappeto bitumato, ci rendemmo conto che alle prime piogge ci saremmo trovati dinanzi allo stesso problema. Infatti, grattando la superficie, scoprimmo che al di sotto mancava la base, l’ossatura”. E allora? “Riducemmo il numero delle strade da rifare, facendo almeno bene quelle che dovevamo fare”. Nacque un altro problema. La ditta appaltatrice aveva un contratto che prevedeva il rifacimento del manto stradale per una estensione di gran lunga inferiore a quella reale. E allora? Ridurre ancora il numero di strade!
Abbiamo citato, per brevità, solo le questioni più importanti trattate dal Sindaco.
Tra i propositi e le cose già attuate, c’è la rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti. Inoltre, il Comune di Sammichele si è fatto latore di una proposta, divenuta Legge Regionale. L’idea del Sindaco Boscia e dell’Assessore al Bilancio, dott.ssa Liotino, è stata quella di stimolare la Regione affinchè promulgasse una legge che consentirà a tutti i Comuni che hanno contratto debiti con la Cassa Depositi e Prestiti, assistiti dalla Regione, di utilizzare le economie rivenienti da tali mutui. La sollecitazione del Sindaco è del 19 ottobre 2004. Il Presidente Fitto rispondeva il 18 novembre, annunciando l’inserimento di “apposito dispositivo normativo nella legge di Bilancio 2005”. La proposta di legge reca la firma dei Consiglieri Reg. Belardi (F.I.) e Ventricelli (D.S.) ed è stata approvata da un vasto arco di forze politiche regionali. Il tutto consentirà maggiori entrate stimate per il nostro paese, intorno a 160.000 Euro. A breve, saranno in cantiere il rifacimento di P.za V. Veneto, lavori alla Villa Comunale, la realizzazione di un Palazzetto dello Sport, con annesso campo polivalente, dotato di 500 posti. S’interverrà a tutela del centro storico. Il j’accuse di Boscia nei confronti della gestione Madaro pesa come un macigno. Dati di fatto precisi. Circostanziati. Documenti alla mano. La pubblica opinione è stupita, amareggiata. Mai avremmo pensato a situazioni così gravi che, se vere, senza giri di parole, si definiscono con un nome solo: malgoverno. Non è uno dei momenti migliori nella storia di Sammichele. Delle due, l’una. Il Sindaco dice la verità. Non resta che trarne le conseguenze. Il Sindaco mente? In tal caso, il Cons. Madaro dovrebbe avvertire il dovere morale di dimostrarlo ai cittadini. Con dati di fatto circostanziati e documenti. Ci si è posti “Al servizio di Sammichele”, legando, spesso, i propri destini a quelli della comunità. Ora bisogna tutelare l’onore di questo paese.

Valentino Sgaramella