Conclusa la I edizione del concorso di poesia “Segni di appartenenza”
“Poesia e jazz” in…Piazza



D. Cici con la vincitrice dell'edizione 2004

Tommaso Procino

L’Associazione “la Piazza” è reduce dall’impegno estivo relativo all’organizzazione del Concorso Nazionale d’Arte Fotografica, “La mia città personaggi luoghi segni”. Il 2004 è stato l’anno del debutto del Concorso di Poesia. La manifestazione ha visto talenti della poesia, giovani e non, cimentarsi con il giudizio severo di maestri della cultura meridionale. L’organizzazione del concorso di poesia fu assunta da Alessandra Morgese e Dominga Cici. Il 29 dicembre 2004, nell’Aula Civica, si pensò bene di fornire un saggio delle principali opere poetiche in concorso. Sullo sfondo, scorrevano le foto partecipanti al Concorso. Il Presidente dell’Ass. la Piazza, Prof. A. Deramo, svolse un intervento introduttivo. Egli ripercorse un po’ la storia dell’Associazione, sin dagli esordi. Ricordò che l’obiettivo è sempre stato quello di “creare momenti di crescita per il paese”. La redazione di un giornale bimestrale riveste proprio tale significato. Deramo non poteva non riconoscere “la solidarietà della gente che sempre ci è stata vicina, indipendentemente dal fatto che fossero d’accordo”. Ancora una volta: “Lavoriamo per un obiettivo di presenza civile, non per denaro”. La Dott.ssa Dominga Cici fu madrina della serata. La Cici chiarì il senso dell’iniziativa. Occorre valorizzare un territorio e la relativa presenza umana. Occorre non disperdere il senso di una tradizione, riflesso della storia comunitaria. Identità. L’immagine fotografica è più diretta. I versi poetici scaturiscono dall’anima. “Dall’immagine-identità alla parola-identità, in altri termini alla poesia”. Cosa è appartenenza? “E’ amore filiale, sensuale, fraterno, è amore per la mia terra”. La serata, tuttavia, era varia. La poesia si alternava alla musica d’ascolto. Francesco Coppola è un giovane musicista dal ricco curriculum. Vanta diverse apparizioni TV, collaborazioni con Avion Travel, Renzo Arbore e, su tutti, Katia Ricciarelli. E’ arrangiatore e concertista. La serata ebbe inizio proprio con un paio di brani al sax. Il leit-motiv musicale della serata consentì di ripercorrere, per sommi capi, la storia del jazz, dal 1910 sino ai giorni nostri. Gustammo la calda, vellutata atmosfera di “Night and day”di Cole Porter. Giunse il momento della prima poesia. A declamare i versi, un fine dicitore, Tommaso Procino. Egli fa dell’amore per il teatro la passione di vita. Adriana Iasparro con i suoi versi “I sogni, le città invisibili”, “L’essere liberi”, “La noia” è vincitrice del Concorso, nella Sezione Giovani. Un esempio di come “una ragazza come tante” possa esprimere momenti di rara intensità. Il secondo brano musicale era di Gerswhin, “Summer time”. Il sax di Coppola era quasi un tramite tra pubblico e l’anima del musicista. Giunse, così, il momento delle poesie in Concorso nella Sezione adulti. Tommaso Procino sceglie le pause, ha una tempistica nel dosare le emozioni da trasmettere. Terzo premio: “Pasqua a Sammichele” di Piergiorgio Taneburgo. Secondo Premio: “Due Voci”, di Ignazio Losacco. Era il momento della vincitrice: la Dott.ssa Michelina Daddabbo con “Radici”. A volte, si parte e si lascia la propria terra per gli studi, per il lavoro. Si assumono altre cadenze, altri ritmi. La nostalgia, un dolore dell’anima stimolato dal ricordo. “La nostalgia si scopre solo partendo”. Altra poesia, altro brano musicale. Negli anni ’40, la guerra generava il bisogno di svago, di ricrearsi. Nascevano le big band, con Glenn Miller e Duke Ellington. Assaporammo, così, le acri e intriganti atmosfere della notte metropolitana con “Harlem Notturno”. Tommaso Procino diede il meglio di sé nel declamare i versi di alcuni poeti locali scomparsi: “Apula Flava”, Maria Dalfino, con “Addio”e “Brani di Lettera”. Con l’intermezzo di un altro brano al sax, si passò a Dino Bianco con “Acqua”, “La mano maestra”, “Verità mia”. Dopo un brano di Charlie Parker, la serata di poesia si concluse con i versi dell’On. Gianni Mastrangelo. Quando l’impegno politico diviene passione del cuore, anelito, nasce la poesia di “Angeli neri”, “I miei vecchi”, “Tra l’amicizia e l’amore”, “A chi importa”. La serata si concluse con altri 3 brani al sax. Ci piace ricordare le raffinate sonorità di “Desafinado”, una bossanova da ascoltare sulla spiaggia di Ipanema. Che altro dirvi... arrivederci al 2005.

Valentino Sgaramella