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| Conclusa la I edizione del
concorso di poesia “Segni di appartenenza” |
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L’Associazione “la Piazza” è
reduce dall’impegno estivo relativo all’organizzazione del
Concorso Nazionale d’Arte Fotografica, “La mia città
personaggi luoghi segni”. Il 2004 è stato l’anno
del debutto del Concorso di Poesia. La manifestazione ha visto talenti
della poesia, giovani e non, cimentarsi con il giudizio severo di maestri
della cultura meridionale. L’organizzazione del concorso di poesia
fu assunta da Alessandra Morgese e Dominga Cici. Il 29 dicembre 2004,
nell’Aula Civica, si pensò bene di fornire un saggio delle
principali opere poetiche in concorso. Sullo sfondo, scorrevano le foto
partecipanti al Concorso. Il Presidente dell’Ass. la Piazza, Prof.
A. Deramo, svolse un intervento introduttivo. Egli ripercorse un po’
la storia dell’Associazione, sin dagli esordi. Ricordò
che l’obiettivo è sempre stato quello di “creare
momenti di crescita per il paese”. La redazione di un giornale
bimestrale riveste proprio tale significato. Deramo non poteva non riconoscere
“la solidarietà della gente che sempre ci è stata
vicina, indipendentemente dal fatto che fossero d’accordo”.
Ancora una volta: “Lavoriamo per un obiettivo di presenza civile,
non per denaro”. La Dott.ssa Dominga Cici fu madrina della serata.
La Cici chiarì il senso dell’iniziativa. Occorre valorizzare
un territorio e la relativa presenza umana. Occorre non disperdere il
senso di una tradizione, riflesso della storia comunitaria. Identità.
L’immagine fotografica è più diretta. I versi poetici
scaturiscono dall’anima. “Dall’immagine-identità
alla parola-identità, in altri termini alla poesia”. Cosa
è appartenenza? “E’ amore filiale, sensuale, fraterno,
è amore per la mia terra”. La serata, tuttavia, era varia.
La poesia si alternava alla musica d’ascolto. Francesco Coppola
è un giovane musicista dal ricco curriculum. Vanta diverse apparizioni
TV, collaborazioni con Avion Travel, Renzo Arbore e, su tutti, Katia
Ricciarelli. E’ arrangiatore e concertista. La serata ebbe inizio
proprio con un paio di brani al sax. Il leit-motiv musicale della serata
consentì di ripercorrere, per sommi capi, la storia del jazz,
dal 1910 sino ai giorni nostri. Gustammo la calda, vellutata atmosfera
di “Night and day”di Cole Porter. Giunse il momento della
prima poesia. A declamare i versi, un fine dicitore, Tommaso Procino.
Egli fa dell’amore per il teatro la passione di vita. Adriana
Iasparro con i suoi versi “I sogni, le città invisibili”,
“L’essere liberi”, “La noia” è
vincitrice del Concorso, nella Sezione Giovani. Un esempio di come “una
ragazza come tante” possa esprimere momenti di rara intensità.
Il secondo brano musicale era di Gerswhin, “Summer time”.
Il sax di Coppola era quasi un tramite tra pubblico e l’anima
del musicista. Giunse, così, il momento delle poesie in Concorso
nella Sezione adulti. Tommaso Procino sceglie le pause, ha una tempistica
nel dosare le emozioni da trasmettere. Terzo premio: “Pasqua a
Sammichele” di Piergiorgio Taneburgo. Secondo Premio: “Due
Voci”, di Ignazio Losacco. Era il momento della vincitrice: la
Dott.ssa Michelina Daddabbo con “Radici”. A volte, si parte
e si lascia la propria terra per gli studi, per il lavoro. Si assumono
altre cadenze, altri ritmi. La nostalgia, un dolore dell’anima
stimolato dal ricordo. “La nostalgia si scopre solo partendo”.
Altra poesia, altro brano musicale. Negli anni ’40, la guerra
generava il bisogno di svago, di ricrearsi. Nascevano le big band, con
Glenn Miller e Duke Ellington. Assaporammo, così, le acri e intriganti
atmosfere della notte metropolitana con “Harlem Notturno”.
Tommaso Procino diede il meglio di sé nel declamare i versi di
alcuni poeti locali scomparsi: “Apula Flava”, Maria Dalfino,
con “Addio”e “Brani di Lettera”. Con l’intermezzo
di un altro brano al sax, si passò a Dino Bianco con “Acqua”,
“La mano maestra”, “Verità mia”. Dopo
un brano di Charlie Parker, la serata di poesia si concluse con i versi
dell’On. Gianni Mastrangelo. Quando l’impegno politico diviene
passione del cuore, anelito, nasce la poesia di “Angeli neri”,
“I miei vecchi”, “Tra l’amicizia e l’amore”,
“A chi importa”. La serata si concluse con altri 3 brani
al sax. Ci piace ricordare le raffinate sonorità di “Desafinado”,
una bossanova da ascoltare sulla spiaggia di Ipanema. Che altro dirvi...
arrivederci al 2005. |
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Valentino Sgaramella
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