Una raccolta di proverbi e detti in dialetto sammichelino:
consiste in questo il lavoro dell’avv. Nicola Milillo. Sabato
11 dicembre 2004 è stato presentato nel salone della Biblioteca
Comunale. Sold out per l’occasione. Una bella soddisfazione per
l’autore, per il prof. Rino Rubino ad introdurre e per il relatore
prof. Ernesto Bosna, dell’Università di Bari.
L’antologia dell’avv. Milillo va inserita fra i capitoli
di una storia letteraria dedicati al popolare e al recupero delle tradizioni
dialettali. Il recupero per mezzo della scrittura è ormai un’esigenza,
anzi un’emergenza. Va contrapposto alla labilità della
memoria affidata all’oralità. La letteratura popolare sta
vivendo un bel momento: finalmente le si accorda il giusto valore. Popolare
può anche voler dire universale, quando partecipe alla propagazione
dell’identità di un popolo.
L’opera di raccolta dei detti è stata graduale perché
a stretto contatto con le fonti: gli anziani, accompagnati da quel gran
bagaglio di saggezza acquisito con il proprio vissuto e testimoniato
dai frutti del lavoro, quello contadino in particolare. Per la ricerca,
l’autore deve molto, infatti, ai genitori, “memoria storica
dei proverbi e della loro pronuncia dialettale”, come si legge
nella dedica.
Dopo i ringraziamenti a quanti intervenuti e a Vito Consoli, Presidente
della BCC di Alberobello e Sammichele per la fiducia accordatagli sin
dal principio del proprio lavoro, l’autore ha chiarito le ragioni
della scelta del titolo e la genesi dell’opera: “Questo
libretto è nato da una serie di amori, non ha alcuna velleità,
né ambizioni”. L’idea di partenza di Nicola Milillo,
infatti, sembra piuttosto semplicistica: tramandare al figlio i proverbi
dialettali del proprio paese natale e nel contempo infondergli parte
di quell’ardore provato ogni qualvolta il pensiero si rifugiasse
fra i vicoli casalini.
L’intervento del prof. Bosna ha posto l’accento sull’importanza
del proverbio, nella maggior parte dei casi legato alla cultura contadina,
che caratterizza il nostro territorio con il suo popolo che, avendo
avuto come libro la natura e come insegnanti i padri, ha molto da comunicare.
Il proverbio è “un grumo di sapere sapienziale, codificato,
trasmissibile per via orale. Se tagliamo l’oralità al proverbio,
gli tagliamo metà del suo lavoro: tono di voce, gestualità,
accenti giusti”, ha commentato il prof. Bosna.
Da premiare sono anche la generosità e la sensibilità
dell’autore: gran parte del ricavato andrà a beneficio
dell’ANT di Sammichele.
Allecescénne prevvedénne.
Come descèvene gl’andiche

“Ogni libro dei proverbi è un contenitore
per avere consigli o uno schema d’azione. E il dialetto è
il linguaggio del cuore”. Può essere riassunto attraverso
le parole del relatore prof. Ernesto Bosna questo nuovo contributo alla
“sammichelinità” ad opera dell’avv. Nicola
Milillo. Divisa in tredici sezioni a tema, la raccolta assembla circa
cinquecento proverbi tra conosciuti, sconosciuti e dimenticati. Essi
riconfermano la tesi sulla saggezza degli antichi, fatti filosofi dall’esperienza
e dal contatto diretto con “madre natura”. Per l’autore,
l’amore per la testimonianza è più forte dell’accanimento
scientifico: a regolare la giusta pronuncia del dialetto bastano pochi
accorgimenti fonetici. E’ una raccolta semplice e la comprensione
è affidata alla traduzione italiana, fedele al dialetto, e all’immagine:
l’icona-proverbio si fonde con i bozzetti originali, nati dalla
matita di Carmela Vittore. Il volumetto dallo spirito fescennino presenta
un riassuntivo Invito alla lettura curato dalla prof.ssa Maria De Palma,
sensibile amante della cultura contadina.
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