Il depuratore: tutto è pronto per l’aggiudicazione dei lavori
E’ stato risolto anche il nodo relativo allo smaltimento delle acque



Prof. Eligio Romanazzi

Abbiamo intervistato il Prof. Eligio Romanazzi, docente di “Acquedotti e fognature” presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, da diversi anni progettista dell’impianto di depurazione di Sammichele.
Ci fa la cronistoria del progetto del depuratore?
La storia dell’impianto di depurazione di Sammichele inizia nel 1997, in seguito all’approvazione di una legge dello Stato, la 135/97, che finanziava delle opere pubbliche. In quell’anno ci fu il bando di gara, che io mi aggiudicai, per la progettazione dell’impianto, e così sono stati redatti il progetto preliminare, definitivo ed esecutivo, tutti esaminati favorevolmente dal Ministero dell’Ambiente.
L’opera, infatti, da circa 8 miliardi di lire, doveva essere integralmente finanziata dal Ministero che, però, nel momento in cui finalmente era stato redatto il progetto, aveva a disposizione soltanto 5-6 miliardi, la restante parte doveva essere erogata dall’allora commissario straordinario, prefetto Mazzitelli, ma questo non accadde. I fondi sono stati rintracciati soltanto in seguito, con il commissario Fitto.
Nel frattempo, nel 1999 è entrato in vigore il decreto legislativo 152/99, una normativa sulla qualità delle acque, di adeguamento alle norme europee, che detta i minimi inderogabili. Successivamente le regioni, nell’adeguare le leggi al loro ambiente, hanno reso questi limiti sempre più restrittivi, come successo per Sammichele. Sin dal 2002 il progetto era adeguato alla nuova direttiva, l’ufficio tecnico del Comune di Sammichele, si accingeva, con molta lentezza, diciamo la verità, a fare l’appalto, ma è subentrata una nuova norma che ci ha costretti a fare un ulteriore adeguamento.
La Regione ha fatto un “Piano Direttore”, anche per creare nuovi finanziamenti agli impianti, e purtroppo anche se Sammichele aveva il finanziamento, è rientrato d’ufficio in questa nuova normativa. Il progetto adeguato è stato consegnato circa un mese fa.
Possiamo dire che sono imminenti i tempi per la gara d’appalto?
L’ufficio tecnico si sta accingendo a mandare tutte le carte alla Regione per poi appaltare i lavori. Unica incognita è costituita dal fatto che dal 1° gennaio 2005 Fitto rinuncia alla carica di commissario per l’emergenza. Ha detto che ormai si possono delegare queste funzioni agli enti preposti e quindi il passaggio delle funzioni ci farà perdere un po’ di tempo. Si spera che i lavori vengano appaltati nei primi mesi del 2005.
Per la realizzazione del depuratore avete previsto degli espropri?
E’ previsto un piccolo esproprio di 4000/5000 mq. Abbiamo previsto anche una strada per permettere l’accesso a fondi che verrebbero interclusi dall’impianto. I proprietari terrieri saranno penalizzati dalla presenza di cattivi odori, che spariscono nel raggio di 50-100 m, però avranno un notevole beneficio dalla disponibilità di acqua a costi bassissimi.
Infatti, il nuovo progetto prevede che quest’acqua sia depurata e riutilizzata per l’agricoltura. Sono state previste una serie di attrezzature, fra cui quella che opera la debatterizzazione dell’acqua con i raggi ultravioletti, per intenderci, quella che si usa nelle sale operatorie, per poterla utilizzare senza timori e paure di infezioni o inquinamento. La quantità d’acqua che esce dal depuratore è di 30/40 litri al secondo, potranno essere irrigati oltre 200 ha di terreno; gli agricoltori potranno avere acqua quasi gratis, poiché tutto il costo di depurazione e dell’affinamento per uso agricolo ricade sulla tariffa che tutti gli utenti pagano.
Ma come si fa ad essere certi della qualità dell’acqua?
Queste sono macchine che possono anche non funzionare bene, ma ci sono una serie di salvaguardie. Per esempio: c’è una centralina che fa le analisi in continuazione, se i risultati sono vicini al limite ammesso dalla legge, si chiude la saracinesca dell’utilizzo irriguo.
Tempo fa si era parlato dell’esproprio di una fascia fino a Bari, lungo la Lama San Giorgio. E’ ancora previsto?
Il Ministero dell’Ambiente aveva imposto lo smaltimento nella lama adiacente all’impianto e così era stato previsto l’esproprio di una fascia di 5 metri da Sammichele sino a Bari. C’è stata l’insurrezione di alcuni proprietari terrieri di Sammichele. La diatriba sarebbe rimasta ancora aperta senza l’intervento dell’Acquedotto Pugliese che ha progettato un intervento che prevede la realizzazione di 60 km di condotte interrate, con una spesa di 25/30 milioni di euro. A questo punto, l’utilizzo della Lama S. Giorgio per lo scarico delle acque di fogna depurate non verrà più effettuato.
Ci spiega meglio questo progetto?
Si realizzerà un’asta principale che collegherà Acquaviva, Adelfia, Bari, con tanti collettori secondari, che convoglierà le acque provenienti dai depuratori di diversi comuni. Ad Acquaviva l’impianto di depurazione è in fase di ultimazione, quindi non potevamo aspettare la realizzazione del collettore e così abbiamo provveduto agli espropri. Recentemente c’è stata una riunione presso l’ufficio tecnico del Comune di Acquaviva, sono intervenuti rappresentanti sia di Adelfia che di Bari, Comuni nei cui territori scorre la lama denominata “torrente Picone”.
Che tempi di realizzazione sono previsti per il progetto dell’acquedotto e come si procederà nella fase di transizione?
Questa opera sarà fatta nell’arco di 2 anni. Qualora i tempi si allungassero, si otterrà una deroga per poter scaricare nello stesso inghiottitoio, ma si tratta di acqua depurata e sterilizzata. Tenete presente che attualmente l’impianto di depurazione esistente è obsoleto sia nei macchinari che per la qualità dell’acqua in uscita. Praticamente, l’impianto scarica in un inghiottitoio naturale acque parzialmente depurate che nel giro di mezz’ora arrivano nella falda, inquinandola.

Giuseppe Taneburgo