«Politika» e Politica
«Dobbiamo cambiare mentalità e rivedere le categorie che ci presentano la politica come appannaggio di pochi addetti ai lavori ... non si può crescere come società se non si cambia atteggiamento verso la politica ... [è quindi necessario] formare un laboratorio permanente di ricerca e di educazione politica, un cantiere aperto ... che pone le sue basi in valori fondanti quali la dignità della persona, la tutela della vita, ... la libertà, la giustizia, l’eguaglianza dei diritti, l’equità, la solidarietà, che devono tradursi in un progetto politico ... la nostra è un’iniziativa completamente indipendente dai partiti ... [che] sono una cosa distinta dalla società civile, ma sono anche un’espressione della società civile, per cui devono collegarsi con [essa] ...».
Ho riportato alcuni passaggi della relazione che Fernando D’Antini ha svolto e ha fatto poi distribuire agli intervenuti nella Sala delle Conferenze all’assemblea costitutiva di una nuova associazione culturale, che è stata denominata «Politika». Penso che tali passaggi siano utili per comprendere le ragioni dell’iniziativa e per un tentativo di delineare gli orientamenti valoriali della associazione ai quali si fa esplicito riferimento nella relazione. Molti i presenti – tra curiosi, esponenti di gruppi politici e di altre associazioni cittadine – e abbastanza articolato il dibattito aperto incentrato sull’analisi dei temi esposti: tra gli apprezzamenti, sono state espresse anche alcune perplessità circa gli eventuali orientamenti e i possibili sbocchi politici, che qualcuno ha ritenuto di poter intravedere; sono stati poi chiesti chiarimenti sul contenuto effettivo dei “valori” dichiarati “fondanti” dai promotori.
Per conto dell’Osservatorio civico, nel corso di un breve intervento di chi scrive, si è preso atto con favore dell’iniziativa, specie se darà un contributo, come nuova associazione culturale, allo sviluppo e all’approfondimento di una vera e sistematica ricerca e discussione da condurre, con la “società civile” e le stesse formazioni politiche, sui molti temi di interesse generale sul tappeto, senza privilegiare nessun interlocutore del mondo dei partiti, rendendo efficace un tale metodo come strumento di autodifesa dell’associazionismo cittadino nei confronti del cosiddetto sistema politico. Occorre prendere le mosse dalla società del nostro tempo, indagando sulla nuova strutturazione che essa sta assumendo, sulla nascita di nuovi provvisori e rinnovabili legami tra i cittadini, diversi comunque da quelli primari di qualche decennio addietro, analizzando quindi le cause profonde di un paradosso che è possibile rilevare nel fatto che ad una organizzazione sociale sempre più complessa corrisponde, sul piano individuale, una sorta di autolesionistico atomismo disorganizzato.
E tuttavia, se non è difficile vedere i segni di una possibile e non auspicabile autodistruzione (con guerre, preventive e non), è possibile scorgere i primi sintomi di una nuova pace, considerando la volontà di tanti nell’operare per l’annullamento (o un progressivo affievolimento) del carattere distruttivo dei tanti cambiamenti in atto, quale esito di un processo, per fortuna solo apparentemente, inarrestabile. Detto questo, e tornando ora ai valori, è da ritenere che non c’è alcun serio dubbio sulla priorità quasi salvifica da assegnare specialmente in questo momento alla cultura, come sintesi continua tra passato, presente (e futuro), favorendo la sua diffusione con la partecipazione e il coinvolgimento dei più. Di più, in questa breve cronaca, non si può dire.
Pietro Colaninno
Apertura (o chiusura) della Mostra Archeologica dei reperti di Salentino?

Nel primo numero di quest’anno, avevamo reso noto il Calendario dell’apertura della Mostra Archeologica “Salentino, alle origini della città”, allestita in due sale del piano nobile di Palazzo de Mari. La bella notizia era stata data dal Sindaco, dottor Pistilli in una nota informativa del 29 dicembre scorso «a tutte le scuole e le associazioni culturali». L’apertura prevista era di tre ore nei giorni di martedì e giovedì. Perfetto. Con il passare dei mesi, ci si è accorti che l’apertura della Mostra è stata praticamente consentita solo per occasioni particolari, e che della cosa la cittadinanza di fatto non era informata.
Si prega vivamente il Sindaco perché la sua importante decisione venga rispettata anche nell’interesse di eventuali visitatori non acquavivesi, dal momento che nella nuova guida del Touring Club Italiano pubblicata (aggiornata) quest’anno, viene data notizia dell’allestimento, all’interno di Palazzo de Mari, non solo della Mostra Archeologica Permanente dei reperti di Salentino, ma anche della Camera di Informazione (pure) Permanente organizzata – come è noto – tra la Sala delle Conferenze e il Salone delle Feste.