Come Volontarie Vincenziane siamo aduse all’incontro con i poveri nei loro ambienti di vita, spesso degradati dal disordine morale e dalla miseria.
Conosciamo, anche, le nuove povertà, più difficili da capire, seguire ed aiutare: sono i grossi problemi dell’emarginazione a cui la società civile, le istituzioni e, purtroppo, anche i bravi cristiani sono spesso poco attenti.
Una di queste tristi realtà è la tossicodipendenza.
Noi V.V. di Acquaviva delle Fonti siamo venute a conoscenza, sin dalla sua nascita, della C.A.S.A. Comunità d’Accoglienza e Recupero per Tossicodipendenti, ubicata nell’agro di Ruvo di Puglia, ridente cittadina pugliese.
Questa istituzione fu fortemente voluta dal compianto Vescovo di Molfetta don Tonino Bello.
Convinte dell’importanza di questa opera l’abbiamo più volte sostenuta economicamente.
In quest’anno speciale, dedicato all’Eucaristia, persuase, come siamo, che gli “ultimi” sono la “seconda Eucaristia di Cristo”, abbiamo pensato di incontrare, in spirito di solidarietà e di condivisione, questi nostri fratelli in Cristo, uomini che vivono con coraggio la lotta quotidiana di liberazione dai gioghi di morte della droga. Previo accordo con il direttore della C.A.S.A. il giorno 19 maggio ci siamo recate in visita da questi amici.
Estremamente positivo si è rivelato l’incontro con gli ospiti, una ventina di ragazzi! Uno di loro, un giovane in avanzata fase di recupero, ci ha guidate nella visita dei luoghi della comunità, dove gli abitanti della struttura imparano, lavorando, a recuperare il vero senso della vita.
Diversificate sono le attività di cui si occupano gli ospiti della C.A.S.A. che vanno dalla serigrafia al restauro di mobili antichi. Nella vasta tenuta agricola, su cui sorge la comunità, ci si dedica anche alla coltivazione di frutta e verdura, e ad allevare biologicamente animali; un piccolo crocifisso appeso alle pareti caratterizza gli ambienti di lavoro della comunità, segno che Dio è vicino a chi soffre.
È proprio attraverso il lavoro che i giovani ospiti ricostruiscono le proprie vite di Uomini Liberi e acquisiscono consapevolezza del proprio Essere!
Le giornate ci sono apparse scorrere serene nella C.A.S.A., scandite dalla Messa domenicale celebrata nella piccola cappella ricavata dal restauro di un vecchio rudere!
Commovente è stato l’incontro con un padre provato dal dolore per la perdita di un figlio tossicodipendente che ha deciso, insieme con sua moglie, di dedicare la sua vita alla comunità come operatore volontario quotidiano.
Il programma di recupero seguito dagli ex-tossicodipendenti è sovente arduo e impegnativo; lodevole è l’impegno di quanti dedicano la loro vita alla ricostruzione di queste vite spezzate e schiave della droga.
Un segno di sostegno economico concreto, per questa comunità, è stato compiuto da noi Vincenziane accompagnato da dolciumi di nostra fattura.
Visitare, ascoltare, incontrare gli ospiti della C.A.S.A. ci ha fornito l’occasione di conoscere il volto di una delle nuove povertà.
Questa visita ha lasciato un segno nei nostri cuori invogliandoci ad aiutare sempre più il nostro fratello più debole ed emarginato.