
“L’Arte è un primo momento di terapia, se terapia è passare una bella serata insieme…” per Francesca Lisco ed Elisa Barrucchieri, ideatrici dello spettacolo “Voci nostre loro voci” che ha portato sul palcoscenico del Rossini undici attori diversamente abili d’eccezione.
Sospese in un nero ed inquietante vuoto, porte e finestre per lo più chiuse, screziate in alterne cromie, spente dall’oscurità o accese da luci cangianti, fremono e si agitano, turbate da un vento nascosto, in una scenografia che ha imprigionato ansie e timori, lasciando gli attori sereni e concentrati. Nel buio diversi corpi strisciano per terra, non ostacolano il cammino di chi, smarrito nei pensieri, non riesce a liberarsi dalle striscianti spire che serrano la mente. Poi pian piano tutti si alzano, la musica si fonde con la natura e i suoi polifonici arpeggi, la danza ha inizio. Elisa, argano e agile protesi, inventa dinamiche architetture corporee, cesella in simbiosi con Carmela Ippolito scultoree effigi, ne guida il volo in un fiducioso abbandono. Ritorna il grigio, gli artisti, riverberi pallidi vestiti di bianco lunare, si osservano ma non si incontrano. Celestina Soranna dà voce all’incomprensione, lascia che una danza tribale e liberatoria racconti il disagio, la rabbia di chi sa di non essere compreso, si inseguono immagini suggestive: Filippo Lamanna ed Elisa si sostengono, si donano reciproca forza, Marcello Girardi in un abbraccio avvolgente, planetario, dà inizio a una tenera danza, destinata a mutarsi in groviglio di corpi nell’assordante e monotono ritmo delle percussioni. Torna il silenzio, il buio… “I miei occhi sono chiusi, la mia mente è resa opaca da tutti questi brutti pensieri che mi tormentano. Tu, cosa vuoi da me? Mi dai la mano? Mi dai la tua forza per andare avanti?” chiede Celestina. Un girotondo vorticoso, poi Tommaso Colacicco si ritrova solo e abbandonandosi ad una coreutica giga, tocca le corde dell’immaginario, invitando tutti a seguirlo.
“Dammi la tua mano, non aver paura…ti aspetto…abbracciami…” sulle note di My Way si spengono le parole di Celestina… Esplode un rock scatenato, Filippo salta freneticamente a gambe divaricate, graffia le corde dell’ologramma di una chitarra elettrica, investe di primordiale energia le melodie del presente, sfida il futuro… solo lo spegnersi della musica lo placa, mentre un’altra romantica melodia invita tutti a salutare con baci volanti una splendida rappresentazione.
Tra gli attori anche Marianna Angelillo, Leonardo Cuscito, Katia Laterza, Vita Lippolis, Dario Lobefaro e Massimo Prisciantelli. Dietro le quinte da mesi instancabili assistenti di scena e di prova: Manuela Ancora, Arianna Buttiglione, Raffaele Donvito, Lucrezia Elmi, Nietta Fasto, Silvana Ippolito, Angela Milano, Teresa Orsini, Gabriella Pulvisenti e Cecilia Spinelli.
“Voci nostre” gli applausi scroscianti, le lacrime di commozione, lo stupore per un così sentito e coinvolgente spettacolo, “Loro voci” la trasmigrazione con suoni, gesti, danze, movenze e parole di un intero universo di emozioni, pensieri, di interpretati disagi ed edificanti speranze. Fra le nostre e le loro voci due captative, potenti, satellitari antenne umane: Elisa Barrucchieri e Francesca Lisco, un cablaggio tecnico ed emozionale che ha reso perfetta la trasmissione.