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Compagnia Instabile del 36° Stormo e Centro Ricreativo Parrocchia Immacolata in |
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Fioriscono iniziative sempre più pregevoli nel sociale, che talvolta coraggiosamente abbandonano l’alveo familiare in cui nascono, per offrirsi ad un pubblico più ampio. Un batticuore in più, la sensazione di lanciarsi nel vuoto senza paracadute, ma poi il ricordo dei bimbi di Suor Romilda e della loro prima doccia tra piastrelle azzurre, rincuora, conforta e infonde sicurezza. Un profondo respiro e quindici mamme e mogli “instabilmente” locate presso il Villaggio Azzurro calcano la scena, rivisitando “Miserie e Nobiltà” di Edoardo Scarpetta. Le luci si attenuano, la scenografia curatissima nei dettagli, prestata dal Centro Ricreativo della Parrocchia Immacolata, presente il venerdì successivo con “Chiù n’druzzulat d’ac ssì”, rievoca atmosfere d’altri tempi: quadri, mobili, divani, fiori, persino una enorme zuppiera cercata ad Alberobello colma di veri spaghetti, una “Pala napoletana” ordinata per l’occasione dal Maresciallo De Palma ed abiti e velette eleganti… ma più di ogni altra cosa il palco è pervaso da una verace “napoletanità” abilmente ricreata dall’attrice regista Antonia Iorio Spuntoni, da alcuni anni coordinatrice delle attività teatrali del 36° Stormo. Di origine partenopea a soli 13 anni interpreta Filomena Marturano, studia canto e violino, poi sceglie di dedicarsi all’insegnamento, da 6 anni a Gioia considera il teatro un’esperienza liberatoria e terapeutica che permette di “imparare cose nuove trasformandosi in persone nuove”. La “produttrice” in arte Gemma, Elvira Boglione Boi ne ha subito apprezzato la professionalità appassionata e la preziosa disponibilità, affidandole la regia e investendola dell’autorità necessaria per coordinare senza supervisori esterni la Compagnia, con risultati eccellenti. Esilaranti le litigate, i girotondi con “gambetta scalciante”, le corse intorno al tavolo all’inseguimento di “Peppinella” (la bravissima Lea Mastrogiacomo Marchionna), brave davvero tutte: Ottavia Catena Zambrano, Livia Genchi Ladiana, Antonella Zeno Testa, Ilenia De Minico Polese, Pina Orfino Zorzi, Teresa Aquilla Astuti, Paola Tirozzi Carrano, Mara Melziade Sinesi, Nadia Novelli Milano, Chiara Gonnella Fasciano, Daniela Russo De Luca Ortenzi e la suggeritrice Rosaria Riglia Contristano. Da fine febbraio a giugno tanti i sacrifici, estenuanti prove di sei, sette ore iniziate alle otto di sera con pendolari in pieno inverno e rivisitazione continua degli incontri per permettere anche alle più impegnate di essere presenti. Nelle pause tra il primo e secondo atto, sempre a portata di mano un buon caffè e a volte anche specialità fatte in casa. Se proprio si rischiava il digiuno, il Maresciallo Paparella procurava cornetti caldi, pizze o focacce, attento a tutto, anche affinché il teatro in inverno fosse riscaldato, sempre disponibile a risolvere piccole incombenze, suggerire “atteggiamenti più maschili” in “silenzio e discrezione, per amore dello Stormo”. A lui, tecnico volontario di musica e luci, si deve il cambio dello scenario nel tempo record di nove minuti. Collaborazione e tanta anche dalla ditta delle pulizie e dalle famiglie, “orfane” a cena della presenza materna, tanto da industriarsi organizzando “escursioni” in pizzeria e rosticceria. Fiducia totale e ben riposta nell’impegnativa rappresentazione dal Colonnello Roberto Boi che, non avendo assistito ad una sola prova, ha scoperto insieme ai numerosi invitati in occasione della “prima” le doti teatrali di Elvira. Allo spettacolo è seguito un ottimo buffet con barbecue all’aperto e torta. Per le signore ed Elvira Boglione Boi che si è messa in gioco nella doppia veste di attrice e padrona di casa, abbandonando con eleganza le formalità per lasciare che “il cuore palpitante e selvaggio degli anni di Napoli, dei presepi e del teatro” volasse in Brasile dai bimbi adottati a distanza, la gioia di poter inviare 4.880 euro, sperando siano sufficienti a sostituire il tetto in amianto della struttura che li ospita e portarvi acqua potabile. Un service benedetto dal cappellano Don Rosangelo e firmato “36° Stormo”. |
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Dalila Bellacicco
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