Opinioni atletiche a confronto
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Il pianeta palestre a Gioia è molto variegato e competitivo, fatto di infinite sfaccettature. Per cercare di coglierne alcune, tutte sarebbe stato impossibile, abbiamo incontrato, in un “face to face”, due brillanti protagoniste di questo microcosmo: Dolores Patarino (Responsabile Tecnico della Fitness Planet) e Mina Capozzi (Responsabile Tecnico della Dance & Fitness). Ecco le loro risposte ad una griglia di domande non molto tenere:
Cosa pensate del Pianeta palestre a Gioia?
Dolores: “Ci sarebbe da crescere sul target professionale e da eliminare troppa competizione non sempre positiva”.
Mina: “Vi è troppo egoismo e voglia di primeggiare a tutti i costi, anche senza qualità”.
E’ migliorabile o mutabile questo aspetto?
Dolores: “Si potrebbe solo se si riuscisse a focalizzare l’attenzione sulle proprie capacità senza disperdere energie nel giudicare il lavoro degli altri facendo poco per migliorare il proprio”.
Mina: “Credo che la strada da percorrere sia quella di aumentare i rispettivi target di professionalità, e sviluppare successivamente anche un confronto critico ma costruttivo con le altre realtà del settore del benessere fisico, quali sono le palestre”.
Può sorgere a Gioia un pool di palestre o, in alternativa, un movimento sinergico fra queste ?
Dolores: “Si potrebbero raggiungere sia il primo che il secondo obiettivo facendo leva però su molta... molta buona volontà, trovando una sana collaborazione fra noi istruttori in rappresentanza delle più svariate discipline presenti a Gioia. Comunque, alla base di tutto deve crearsi la capacità professionale di conoscere e riconoscere i propri limiti ed i pregi degli altri”.
Mina: “Si potrebbe se si creasse un punto di riferimento fra tutti noi titolari di palestre che consentisse effettivamente la crescita centrata della propria professionalità verso le capacità di punta di ognuno di noi. Rafforzo questo concetto perché i risultati lo dimostrano a livello nazionale nelle discipline “core” di ogni palestra considerata. Per esempio: il Body Building per Mimmo Ludovico, le arti marziali per Donato Milano, l’Hip Hop per Dolores Patarino e l’aerobica per la sottoscritta”.
Infine, un rispettivo giudizio incrociato in punta di sciabola?
Dolores: “Ritengo che Mina sia una professionista seria e leale, lavora per essere sempre al top e si pone in discussione anche sui particolari. E’ senz’altro un giusto riferimento per lo sport pulito”.
Mina: “Parto da una considerazione personale che va fatta. Dolores, in uno dei periodi più bui della mia esistenza, è stata capace di essermi vicina e incoraggiarmi con lo spirito di chi sente di esserti realmente accanto, non perché deve farlo di facciata. E posso dire che è stata l’unica, nel nostro ambito, a dimostrarsi prima amica e poi collega. Precisato ciò, non posso che riconoscere, d’altronde i risultati sono lì a dimostrarlo, che lei è l’Hip Hop non solo gioiese ma anche pugliese, e tanto basta. Poi, lei gioca pulito il che è difficile, anzi raro”.
E’ bello porgere un garbato confronto fra persone che hanno fatto dello sport sano e pulito la loro immagine di vita quotidiana, in un mondo particolare in cui le maschere pirandelliane, canovaccio di “Uno nessuno... centomila”, sono la quotidianità.