Un anno di vita della nuova amministrazione
Una idea, un programma. “Attenzione all’uomo”
Boscia chiarisce il concetto ispiratore della sua amministrazione


Il voto politico del 2001 ha decretato la vittoria al parlamento della destra o, sarebbe meglio dire, di Berlusconi, l’uomo che sembrava incarnare il sogno italiano. Il sogno di un buon governo, risolutore di vecchi e mai risolti problemi. Il sogno di essere affrancati dalla costellazione dei partiti, sempre più distanti dalla base e sempre più espressione del desiderio del potere. Questo sogno sembrerebbe essersi consumato, a giudicare dai risultati delle elezioni regionali del 2004, che hanno visto la destra perdente su quasi tutto il territorio nazionale. Se il sogno, in Berlusconi o in Forza Italia, appare logorato, non altrettanto il desiderio del sogno in sé. Anche il voto a Vendola è frutto dello stesso sogno, se non di rivalsa per la mancata realizzazione del precedente. Alla Regione non ha vinto un programma, ma un’idea; non un partito ma un uomo. Lo stesso “filo rosso” del sogno ha ispirato il voto per Boscia. Sempre più la gente mostra insofferenza per “il partito” da cui non si sente rappresentata, né tanto meno dai politici, che invece essa stessa tende a giudicare “legati alla poltrona” e interessati più al proprio tornaconto che a quello della società e dell’ideologia. La miriade di piccoli, piccolissimi partiti di cui si conosce, al più, il nome del Leader, per nulla la sua identità ideologica, consolida l’idea diffusa del partito creato come un proprio feudo di medioevale ricordo.
L’amministrazione Boscia si è presentata dall’inizio come diversa, proponendo il sogno dell’“uomo al centro di tutto”. Non un partito o un’aggregazione di partiti, ma un composto tra politica e “società civile”. E’ stato subito uno scontro di “politica generazionale”, dove ci si è confrontati (se non scontrati) su due fronti completamente diversi. Un programma di pianificazione costruttiva da una parte, un’idea del cuore dall’altra. Un’immagine curata nei dettagli con l’uso delle migliori tecniche di comunicazione visive, contro una serie di elencazioni di norme, date, delibere, riferimenti incrociati con leggi e decreti. Una presenza giovane contro un raggruppamento riproposto. Una idea di squadra scelta per i ruoli contro un gruppo aggregato per i voti.
Questa impostazione diversa è stata percepita e la gente è ritornata ad affollare la piazza per assistere ai comizi elettorali. Anche l’opposizione ha percepito (troppo tardi) la necessità di un cambiamento nell’immagine (con scarso successo, per ora, a giudicare dall’ultimo comizio di Madaro con il suo maxischemo).
Ora, sta di fatto che la gente si aspetta di vedere le differenze in azione. Il prodotto pubblicizzato ed acquistato deve dare i suoi frutti. Per molti i primi frutti li ha dati: dimostrare che si vince e si governa anche senza il dominatore politico degli ultimi 40 anni; che si governa anche senza l’esclusivo controllo dei partiti ed inoltre che con tale base si possono creare i presupposti per il nascere di nuove iniziative culturali di vari gruppi. Su un punto sembra che tutti siano d’accordo, maggioranza e opposizione: l’onestà del sindaco Boscia. Nessuno l’ha mai messa in discussione, neanche nei comizi più violenti.
Come avrete potuto rendervi conto, abbiamo chiesto a tutti i componenti della maggioranza di presentare il proprio lavoro ai lettori e ve li abbiamo riportati in modo che possiate valutare voi stessi. Unico assente il Cons. Ripa che, per sua scelta, ha evitato di rilasciare interviste eppure ha la responsabilità di problemi come quelli legati al commercio e alle problematiche giovanili. Lo avremmo voluto fare anche con la passata Amministrazione, se ce lo avesse permesso. La Minoranza di oggi, ieri Maggioranza, non ha voluto la comunicazione. Nel passato, ad esempio, ha vietato la registrazione del Consiglio Comunale sul caso Cantina Sociale; ogni domanda di chiarimento veniva rinviata all’unico referente, il sindaco. Quest’ultimo ha rinunciato al confronto tra i candidati sindaci durante la campagna elettorale del 2004, ed oggi rinuncia a comunicare con i lettori, solo per portare alcuni esempi. Al contrario, la comunicazione è uno strumento molto utilizzato dall’Amministrazione attuale (ricordiamo i comizi periodici) e come primi frutti ha dato un Consiglio Comunale fortemente seguito ed affollato. Cogliamo l’occasione per ricordare che è necessario migliorare la possibilità di seguire tali assisi con amplificazioni opportune e, perché no, diffondendo le immagini tramite una rete televisiva o anche solo attraverso internet, se si vogliono abbattere i costi.
Ma la domanda che spesso sentiamo è: “Cosa ha fatto in quest’anno l’Amministrazione?”. La gente vuole vedere, più che sapere! Durante il primo anno dell’Amministrazione passata, fu “ripulito” l’arco dell’orologio, operazione chiacchierata ma “visibile”. Oggi, dire “bilanci comprensibili e reali”, “Città Nuova”, l’Università della Terza Età, “delega alla firma per accelerare il rilascio di documenti”, “riassetto della macchina amministrativa”, “superamento del blocco preesistente sul P.I.P.”, “ricontrattazione dei mutui” ed altro, significa dire cose che non si vedono. La gente è nell’attesa di vedere i frutti concreti. Il nuovo programma di ribitumazione o la sostituzione degli elementi illuminanti della Pubblica Illuminazione sono sì visibili, ma, sebbene siano un miglioramento degli appalti avviati, vengono visti come una esecuzione della precedente Amministrazione. Di nuovo è la sistemazione di largo Imbriani, oggi completamente ristrutturato, e la sistemazione di panchine presso il monumento ai caduti e Piazza Garibaldi (ben poca cosa a dire il vero). Apprezziamo la partecipazione attiva dei vari consiglieri alla gestione del nostro Comune, cosa inusuale, visto che in passato i consiglieri erano visibili solo nelle votazioni quando alzavano la mano per approvare. Purtroppo registriamo che alcuni sono ancora fermi al palo. Cosa dire, poi, delle Consulte? Inattive, o quasi, alcune; inesistenti altre. Uno strumento che non funziona o non serve va eliminato o deve essere reso produttivo, altrimenti l’appartenenza viene vista come quelle decorazioni che fanno bella mostra di sè sulle divise dei generali in pensione. Si sente la mancanza di una più fitta e costante consultazione con la “base” per una pianificazione delle attività, oltre che per permettere un dialogo-confronto in una collaborazione sinergica. Momenti di dialogo, quindi, che sembravano doversi attuare nelle Consulte ma che non hanno avuto seguito. Perchè non pensare ad una Consulta della Cultura per instaurare tale rapporto in modo concreto con tutte le associazioni presenti sul territorio? Dobbiamo registrare, come dicevamo, la nascita di nuove aggregazioni ed associazioni che si mostrano attive sul territorio. Sarà la necessità di supportare l’Amministrazione, sarà l’aver visto un maggiore e nuovo spazio di movimento associativo, in ogni caso esistono queste nuove realtà che vivacizzano la vita sociale del paese da tempo “sclerotizzata” in ambiti “soliti e ristretti”. Controcorrente appare l’organizzazione dell’estate per i ragazzi ed anziani, dove alcune associazioni collaborano con l’Amministrazione ed in particolare con l’Assessore ai Servizi Sociali M. Di Venere, per migliorare la vivibilità del nostro paese in modo da dare un servizio apprezzato da tutti. Molto apprezzati i corsi di nuoto.
Sul piano del confronto-scontro con la passata Amministrazione Madaro, l’attuale gestione ha evidenziato alcuni punti di forte dubbio in merito a presunti conflitti d’interesse. Ci riferiamo in particolare al palazzo di via Pastore dell’ing. Pierpaolo Madaro che tanto ha fatto parlare di sé ed ancora oggi in discussione o all’appalto del secondo lotto per il completamento della zona P.I.P. affidato all’ing. Maurogiovanni. Scontro che se da un lato ha costretto Madaro ad un comizio quasi tutto imperniato sulla difesa dei componenti la propria famiglia, dall’altro ha spinto altre forze politiche a sollecitare una riapertura di un dialogo che attenui, se non spenga, tale polemica. (N.d.A. Circa il palazzo di via Pastore, che tutti conoscono come il “Punta Perotti” locale, non posso esimermi dall’ esternare una considerazione personale, ma anche condivisa da tanti. Quali altri spazi esistono più nel centro abitato per poterli destinare a verde pubblico? Fra l’altro anche previsti nelle promesse elettorali. L’interesse per un paese più a dimensione umana e l’impegno per una maggiore vivibilità avrebbe di per sé definito la destinazione di tale spazio: verde pubblico. Purtroppo i grossi interessi economici di pochi spesso finiscono con cozzare contro il benessere di tanti). Sul prossimo numero pubblicheremo gli ambiti di impegno dell’Amministrazione Boscia perchè si tengano accesi i riflettori su tali opere e sul loro sviluppo. Palazzetto dello sport, bocciodromo, casa Larocca, Lan-Intranet, PIP, centro storico, bitumazione strade rimanenti, statale 100, depuratore.

A cura di A. D.