Come nasce e perché nasce INSIEME?
Le vere ragioni della nascita della lista INSIEME sono ormai a tutti note. In primis, vi fu l’ex-PPI, ora Margherita, che nel 1999 scelse una strada amministrativa diversa rispetto a quella del Centro-Sinistra (CS), politicamente coerente. Si alleò con FI e con un Gruppo Civico affine a quest’ultima area politica.
Perché tale scelta “anomala”? Per soddisfare le ambizioni personali. Queste, ancorché legittime, mai devono prevaricare sulla linea di condotta di un partito, specie quando mancano le motivazioni politiche. E nel 1999, queste non mancavano, perché si usciva già da un’Amministrazione Rubino, espressione del CS. Eppure, al di là del giudizio politico-amministrativo assai negativo sulla Sindacatura Madaro, i DS, unitamente agli altri partiti dell’Ulivo, diedero vita ad una serie di incontri al fine di costituire una coalizione omogenea al quadro nazionale di riferimento. Necessità, questa, ancora più avvertita, dopo i danni prodotti e che ancora produce il Governo Berlusconi!
La Margherita, furbescamente, giocava su due tavoli, di fatto privilegiando il rinnovo di un accordo amministrativo con i Civici.
A quel punto, i DS e PRC, uniti nel giudizio negativo sulla Sindacatura Madaro, accettarono l’invito a costituire, insieme a tutte le altre forze politiche che condividono tale giudizio, una coalizione di Salute Pubblica, allo scopo, in caso di vittoria, di “rigenerare”i partiti, riconsegnando agli stessi partiti le scelte politiche, “normalizzando” così il quadro politico locale al termine di questa esperienza.
Cosa e perché possa essere accaduto nei dieci giorni precedenti la presentazione delle liste, va chiesto agli interessati che non aderirono più a questo progetto. Loro conoscono le vere ragioni!
Consuntivo di un anno: sono ancora valide le originarie motivazioni?
Certamente! Da un punto di vista operativo, al termine del primo anno di questa esperienza il giudizio da parte nostra è positivo, nonostante la prima fase di governo ci abbia visti impegnati in un astioso confronto con l’opposizione, stordita dall’inatteso risultato amministrativo. Confidiamo che, “passate a’ nuttate”, d’ora in avanti il confronto possa rivelarsi più costruttivo sui contenuti e più pacato nei toni da parte di tutti. I DS lo sono e non comprendiamo perché subiamo attacchi sul piano personale.
Il ruolo dei partiti è in decadenza. Cosa fare? Come i partiti possono avvicinarsi alla gente? Lei, da Segretario politico dei DS, avverte questo problema?
Certo, ma evocare il problema non aiuta a risolverlo. Anche il risultato dell’ultimo referendum è stato letto con questa chiave di lettura, dato che l’elettorato ha risposto diversamente rispetto alle indicazioni di voto fornite dalla gran parte della classe politica dirigente nazionale, tra l’altro trasversali e sulla carta maggioritarie.
Ciò detto, i DS, a livello locale, hanno aperto le loro porte a tutti i settori della comunità sammichelina, organizzando le loro iniziative sempre in luoghi pubblici. Riteniamo che il confronto sia sempre arricchimento. Crediamo nella democrazia partecipata e mai calata dall’alto o portata sulla punta dei cannoni. E’ pur vero che c’è chi si vuole servire dell’alibi della crisi dei partiti, organizzandosi piuttosto come società civile, nell’assunzione di responsabilità istituzionali.
A tal proposito, io sono dell’avviso che la politica sia “arte nobile”, per cui militare in un partito è altrettanto nobile e che mai la società civile deve prevaricare i partiti, semmai affiancarli per evitare la loro auto-referenzialità. Per me, il ruolo della società civile, da un punto di vista temporale, non può e non deve essere illimitato. Altrimenti, si corre il rischio di alimentare la formazione di una oligarchia che non è tenuta a rispondere delle proprie azioni a nessuno, se non alla propria coscienza.
Quale è il ruolo politico dei DS nelle scelte amministrative, attraverso la figura del suo Capogruppo?
La risposta è semplice: onorare il programma elettorale e finora ciò è avvenuto. Infatti, quest’Amministrazione, nonostante i minori trasferimenti, non ha aumentato le tasse, ha previsto un reddito minimo d’inserimento, sta curando molto il sociale. Tutti temi cari alla sinistra. Nel nostro programma elettorale c’è un preciso obiettivo: l’attenzione alla persona, specie a quella più debole.
Altro discorso, invece, è l’identificazione della figura del Capogruppo con l’appartenenza ad un partito. E qui occorre risalire alla legge elettorale che, nei Comuni fino a 15 mila abitanti, prevede la costituzione dei Gruppi Consiliari, conseguente alla presentazione delle liste. Anche il Capogruppo dell’Opposizione può rappresentare diversi soggetti politici, sol perché facenti parte della stessa lista.
Vero è pure che questo “unicum” non è immodificabile. Se ciò avviene, è perché ci si vuole riposizionare secondo logiche politicamente coerenti rispetto alla presentazione delle liste elettorali.
Stando così il quadro di riferimento normativo, il Capogruppo non può rappresentare la sua parte, ma l’intera coalizione.
Lei mi chiede come i DS possano far valere la loro presenza in un siffatto “unicum”? Impedendo che, sia all’interno sia all’esterno dell’Ente locale, si abbia la percezione di una Giunta autarchica nei momenti decisionali. Un rischio, questo, che si corre quando manca il giusto equilibrio fra le diverse anime di un esecutivo. Un discorso a parte vale per le coalizioni di Salute Pubblica. In questi casi, gli equilibri non sono oggetto di trattativa. Spetta, però, al Sindaco l’onere della prova di essere realmente “superpartes”, piuttosto che ai singoli componenti della sua maggioranza i quali, essendo anche dei soggetti partitici, possono legittimamente rappresentare la propria parte. Punto di equilibrio, pertanto, diventa solo il Sindaco.
Come conciliare questa scelta con le spinte verso un’aggregazione omogenea e coerente, rievocata da rappresentanti del Suo partito e da altri attori politici del CS, come Povia, Sportelli, Savino?
Sarò chiaro, anche per evitare la ripetitività di questo ritornello durante questa Consigliatura! I DS hanno aderito a questa coalizione di Salute Pubblica con grande senso di responsabilità e non certamente per fare dispetto a qualcuno o per un colpo di sole. Con altrettanta lealtà, lo sosterranno, per quanto ci riguarda, sino alla sua naturale scadenza. D’altronde, la linea politica dei DS, unanimemente condivisa sia a livello Provinciale sia a livello Sezionale, poggia su due pilastri:
1- rappresentare il desiderio di cambiamento gestionale della cosa pubblica, così diffuso nella nostra collettività, attraverso proposte ed atti amministrativi coerenti con tale sentimento.
2- Favorire, quando se ne creeranno le condizioni, la “normalizzazione” del quadro politico, dando vita a coalizioni omogenee e coerenti. Ciascuno, però, deve fare la sua parte!
Ecco perché posso dire all’amico e compagno Povia, neo Consigliere Regionale DS, che, nel Suo comizio di ringraziamento, andò un po’ sopra le righe, essendo stato testimone di qualche antefatto, essendo stato lui “esploratore” del nostro precedente Segretario Provinciale, nel senso di sondare le reali intenzioni della locale Margherita nel dar vita ad una coalizione di CS, dati i Suoi buoni rapporti con l’ex-Sindaco, nonché “dominus” della locale Margherita. Egli sa, pure, che il “dominus” ne ha impedito la costituzione, sacrificando la linea politica di quel partito a scelte tese a privilegiare l’ambizione personale. Noi non commetteremo lo stesso errore, per la semplice ragione che teniamo separate l’Amministrazione dalla linea politica del partito.
Di conseguenza, e rispondo all’amico Marco Sportelli, Presidente del Consiglio Provinciale, non potranno essere i DS “a far fallire, in futuro, la speranza di quanti credono nel centrosinistra”, tant’è vero che condivido la Sua affermazione “uniamo oggi quel che è possibile unire a sinistra”, non sottacendo, però, il fatto che i DS sono sottoposti ad attacchi ingiustificati ed astiosi, proprio da parte delle forze politiche che si riconoscono nel CS. Cessino tali attacchi, si isolino gli incendiari e si facciano avanti i pompieri. Il resto verrà da sé.
Vorrei chiarire che il riferimento biblico a Mosè non era collegato ad alcun soggetto politico in particolare ma non per questo può essere collegato al sottoscritto. E qui sbaglia l’amico Sportelli, dal momento che Mosè morì sul Monte Nebo senza assaporare la vittoria, mentre il sottoscritto ha già vinto la sua battaglia nell’ultima competizione amministrativa, rovesciando la convinzione di qualcuno secondo il quale l’alleanza con i DS vedeva la partita amministrativa persa in partenza.
I DS, tutt’al più, nel giugno 2004, come Noè hanno costruito un’Arca e ne apriranno le porte “solo quando una colomba tornerà da essa, avendo nel becco una foglia fresca d’ulivo”.
Da qui, deriva la risposta al Segretario di Rifondazione Comunista. Nulla si può costruire con l’ideologismo, la dietrologia, con la diffidenza, con i personalismi e men che mai con le invettive e le offese. Di sicuro, il suo linguaggio e la sua azione si inseriscono in un filone di pensiero minoritario e gruppettaro. I DS aspirano a diventare e rappresentare una cultura maggioritaria nel nostro Comune.
Questa è la nostra sfida riformista: riconoscere a questa area politica e culturale un ruolo di guida e di garante della costruzione di un programma amministrativo capace d’intercettare la maggioranza del consenso popolare.
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