Intervista a F. Deramo neo presidente dell’associazione partecipata “Città Nuova”
Da cosa nasce l’idea di Città Nuova?
Città Nuova nasce dal bisogno dell’ Amministrazione Comunale di avere uno strumento per poter incidere sulle scelte più significative che riguardano Sammichele, soprattutto rispetto ai filoni di attività che lo statuto stesso dell’Associazione privilegia: Museo, Biblioteca Comunale, attività sportive.
Quali i programmi e i progetti di Città Nuova?
L’amministrazione Comunale ha espresso una forte volontà di essere al servizio dell’uomo e della persona, in modo concreto, per questo l’Associazione Partecipata deve tradurre questa volontà, valorizzando tutti gli “spazi” culturali e farli diventare motore dell’iniziativa pubblica e privata.
L’adesione è stata notevole, sono tanti gli iscritti ci sarà lavoro per tutti?
Sono contento per la forte adesione, anche se questo consenso non credo possa rendere l’Associazione completa nella compagine dei soci. Le iscrizioni sono chiuse, come fatto temporale, poiché un punto della situazione bisognava pur farlo, per pervenire alla costituzione del Consiglio Direttivo. Credo che l’Associazione, comunque lo discuteremo all’interno del direttivo sempre in intesa con il Consiglio Comunale, non potrà che mantenere le sue porte aperte, poiché è l’unica istanza attraverso la quale veicolare la richiesta di lavoro, molto forte nel nostro paese. Tutto nei limiti di quello che L’Amministrazione Comunale dispone, considerando la possibilità di utilizzare i finanziamenti già in proprio possesso, per le voci scritte a bilancio, relative ai vari assessorati, ma soprattutto creando progetti per utilizzare i vari finanziamenti provinciali, regionali, europei; a tutti i livelli possibili. L’obiettivo è quello di avere una sorta di coordinamento delle opportunità, senza creare illusioni. Il tentativo è di pervenire ad una organizzazione della domanda attraverso un coordinamento delle opportunità lavorative.
Meritocrazia o tutto a tutti?
Si dovrà stilare una graduatoria i cui criteri prioritari saranno la professionalità, la disponibilità e la flessibilità.
Ci sarà spazio per la libera impresa e per l’imprenditoria?
Ci mancherebbe altro! Nessuno può avere il monopolio. Credo che la sinergia sia una delle risorse più grandi sulle quali si può fare affidamento. Mi riferisco al livello associativo, che vedo abbastanza ricco in questo paese, ma un po’ ghettizzato e autoreferenziato.
Nella Partecipata c’è spazio anche per il volontariato?
Assolutamente, ovviamente con il rispetto dei ruoli, con la possibilità di protocolli di intesa, senza burocratizzarsi. Tutti si devono sentire responsabilizzati. Più le iniziative sono sentite come patrimonio di tutti, più le stesse hanno la possibilità di essere portate a compimento.
Si punta sul turismo?
Credo che sia uno dei filoni per il quale creare un coordinamento serio, anche a livello enogastronomico, oggi lasciato allo spontaneismo dei singoli. Per esempio, inserire questa ricchezza in contesti e itinerari nazionali che possano rilanciarlo e qualificarlo, come il “Gambero Rosso”, circuito che valorizza i prodotti del territorio, dando però una risonanza e una visibilità molto più ampia di quella che offre la tradizione che, per esempio, ci ghettizza attraverso una sagra.
Il Consiglio Direttivo da chi è costituito?
Presidente Franco Deramo, e le signore Chiara Vittore e Dora Maggipinto, responsabili delle associazioni che gestiscono rispettivamente la biblioteca e il museo. Non le conosco molto sul piano operativo, ma se hanno avuto la fiducia dell’Amministrazione Comunale, vuol dire che si farà molto affidamento sulla loro consolidata esperienza. L’assemblea dei soci completerà i quadri dell’Associazione.
Quanto Città Nuova potrebbe incidere sulle scelte amministrative?
Sarà un’osmosi permanente fra l’Associazione e l’Amministrazione. L’Amministrazione è il punto di riferimento, mentre l’Associazione vuole essere il contributo teorico e pratico per la realizzazione delle strategie politiche. Ci sarà piena sintonia, è il solo presupposto perché l’Associazione possa adeguatamente operare.
Per contestualizzare i progetti e la programmazione è necessario sentire la “base” con i suoi bisogni ed esigenze. Come intendete operare in questo senso?
Proporrò al Consiglio di esprimere sempre al massimo la collegialità nell’impostazione operativa, poiché il Consiglio non può essere solo un puzzle di competenze che devono rimanere tali, ma deve imparare ad essere trasversale, in tutte le attività; nel Consiglio ci si deve assumere, ognuno, la responsabilità della globalità delle scelte. In più, cercheremo di allargare la partecipazione e la condivisione a livello di territorio, vedremo se qualche associazione costituita ha voglia di lavorare in una sorta di collettivo, che possa scambiare proposte, elaborare, dare suggerimenti che saranno preziosissimi. Nessuno si illuda di dettare condizioni. Ogni proposta sarà adeguatamente valorizzata.
Quindi Città Nuova sarà l’associazione delle associazioni?
Si può anche chiamare così, ma con una capacità di dialogo che finora non si è mai riscontrata, bisogna mettere al bando gli egoismi, le gelosie, i personalismi e pensare che il bene comune passa anche dalla condivisione programmatica e operativa.
Pensi di creare un albo delle associazioni?
L’Amministrazione Comunale già ha questo albo, ci dovrebbe essere anche una Consulta delle Associazioni. L’Associazione potrebbe anche svolgere un ruolo di coordinamento e collegamento fra tutte le associazioni di Sammichele, ma credo che tocchi più alla Consulta operare in questo senso.
Si prevede qualche azione di formazione per gli operatori di Città Nuova?
Indubbiamente non basta né il volontariato ne lo spontaneismo, c’è bisogno di professionalità. Si troverà il percorso giusto per arrivare ad una forma di adeguata formazione professionale. Ovviamente è necessario trovare il canale di finanziamento, e quindi operare in questa direzione affinché il prodotto sia il più alto qualitativamente.
Franco Deramo presidente di Citta Nuova e dell’Associazione Plur@le. Credi che ci possano essere delle sovrapposizioni o degli accavallamenti che potrebbero generare conflitti?
Credo che in Italia ci sia solo un conflitto d’interesse che non sia stato ancora risolto.
Quali le prospettive e i progetti per una struttura vecchia di secoli come il Museo?
Il Museo è una grandissima risorsa e credo che vada inserito in circuiti molto più ampi di quelli angusti nei quali purtroppo è stato relegato. Deve essere questo un fatto permanente, tutto deve convergere in un’ampia capacità di analisi delle possibilità che ha il museo. Valutato questo, capire come l’Amministrazione intende ulteriormente promuoverlo, anche se ha già impostato un comitato “progettuale” intorno al museo. Le ricchezze del nostro paese devono essere tutte focalizzate e valorizzate.
Quale lo spazio riservato al Consiglio Comunale dei Ragazzi?
Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha le idee chiare. Il Sindaco dei ragazzi è molto vivace e intraprendente; cercheremo di coinvolgerlo, anche perché loro sono il nostro futuro.
Nella prossima assemblea dell’11 luglio quale l’o.d.g.?
Sarà tecnico, per il completamento delle cariche, ma rappresenterà l’occasione nella quale il Sindaco chiarirà ed espliciterà le ragioni della fondazione dell’Associazione Partecipata e quali sono gli obiettivi politici che l’Amministrazione Comunale intende perseguire.
Quando all’opera?
Bisogna strutturare tutto; ci innescheremo sul lavoro già in atto, perché tutti hanno il diritto di vedere valorizzato quello che fanno, ma lo coordineremo e lo indirizzeremo secondo la volontà del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione.
I contratti di lavoro con le associazioni Clio e Athena, sono in scadenza. Cosa succederà nei prossimi giorni?
Sarà uno dei primi problemi che, anche se a stralci con l’Amministrazione Comunale cercheremo di organizzare. Certo non ci sarà un’interruzione delle attività. Troveremo tutti gli strumenti perché l’attività possa essere salvaguardata.
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