E’ nato il Milan Club


Cosa è il tifo per una squadra di calcio? Una febbre? Un delirio? Un solo nome: MILAN. Mercoledì 29 giugno, in Via F. Aporti, a Sammichele, è stata inaugurata la sede del Milan Club. Ospite d’eccezione: Ivan Gennaro Gattuso. Per gli organizzatori, è un evento che ha dell’incredibile se si pensa che risale al 1991 una visita di Costacurta a Sammichele, giunto non per l’inaugurazione di un club.
Nicola Rubino e Manuel Mancino, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente del club, erano raggianti di gioia. L’idea di creare un Milan Club sorge dall’entusiasmo ed attivismo di Manuel, un paio d’anni orsono, riesumando un’intenzione già vagheggiata qualche tempo prima. Come fare? Il giovane milanista non si perse d’animo. Prese contatti con Via Turati, a Milano, e con l’A.I.M.C., l’Associazione che raduna tutti Milan Club d’Italia. Gli comunicarono che occorreva una sede sociale ed almeno 50 aderenti. In poche settimane, 22 soci fondatori si attivarono e quei 22 divennero 50. Oggi, il Milan Club di Sammichele annovera 110 tesserati. Una collaborazione importante, una disponibilità concreta, da cui è nata anche un’amicizia personale, è quella con il Delegato Regionale A.I.M.C., Angelo Gaeta. La sera del 29 giugno, una folla di tifosi e curiosi era stipata in quella strada. Carabinieri e Polizia Municipale garantirono un ottimo servizio d’ordine. Gattuso proveniva da Ruvo, ove aveva inaugurato un altro club rossonero. D’improvviso, il campione comparve da una stradina secondaria. Si librò al cielo la gioia dei tifosi, mentre Gattuso faceva il suo ingresso trionfale nel Club, dopo una passerella su tappeto rosso porpora appositamente steso ai suoi piedi. Canti, cori e slogan tipici del popolo milanista lo accompagnarono fin nei due stanzoni al primo piano. Dal cielo piovevano coriandoli rossoneri. Dietro un gran campione, si cela una persona semplice: “Ma merito tutto questo? Pare sia arrivato il Santo del paese”, esordì Gattuso al microfono. Ma quella non era più una festa, era un delirio collettivo. A fare gli onori di casa, Giosuè Carrara e Nuccia Malvestiti, rispettivamente Vice-Presidente e Segretaria Naz. A.I.M.C.. Pare che i soci e tifosi abbiano raccolto 2.500 euro circa, da devolvere ad una Fondazione, diretta da Gattuso, che aiuta talenti in erba. “Ringhio”, come chiamano Gattuso per la sua proverbiale grinta, estrasse a sorte da una cesta tre nominativi di tifosi cui donare una maglietta con un suo autografo. Il campione strinse mani, firmò autografi a iosa, baciò ragazze e bimbi, si fece ritrarre in foto. Dopo poco, la festa era terminata. Ora Gattuso, che pare sia fiducioso di divenire il prossimo Capitano del “Diavolo”, medita sul dopo Istanbul, sulla voglia di dimostrare, a Parigi 2006, che il Milan è la squadra più forte al mondo.

V. S.